Tema: Guerra e armamenti

Basta con gli attacchi di Trump contro il Venezuela e l’America Latina

Pubblichiamo un Dichiarazione dell’Ufficio esecutivo della Quarta Internazionale adottata un paio di settimane orsono e che, alla luce degli avvenimenti delle ultime ore, mantiene più che mai tutta la sua...

Nessuna giustizia climatica senza la liberazione della Palestina

Pubblichiamo qui di seguito l’appello della coalizione palestinese COP30 rivolto ai partecipanti che si trovano a Belèm per questa conferenza. Ricordiamo che in un altro articolo apparso su questo sito...

Il Medio Oriente e il capitalismo fossile: petrolio, militarismo e ordine mondiale

Da oltre un secolo, il Medio Oriente è al centro della costruzione dell’ordine mondiale contemporaneo. Oggi, la regione è il più grande esportatore di petrolio al mondo e le sue...

Sudan, il genocidio silenzioso

Ennesimo massacro di civili nel nord del Sudan ma l’approccio europeo, dominato dalla paura dei “flussi migratori”, lo rende invisibile Esecuzioni sommarie, stupri, aggressioni, saccheggi, rapimenti. Mucchi di cadaveri nelle...

Sudan. «Stop al genocidio a El Fasher!»

Dal 15 aprile 2023, il Sudan è in preda a una guerra devastante che ha distrutto il Paese e insanguinato le sue terre, prolungando decenni di conflitti e massacri in...

Trump riuscirà a far rispettare il cessate il fuoco?

Lo Stato sionista ha una storia terribile di violazioni degli accordi che ha firmato Per Donald Trump è stato un vero trionfo l’inizio di questa settimana in Medio Oriente. Ma...

F-35A: il cumulo degli imbrogli

È medico, socialista, parlamentare federale. Durante i dibattiti alle Camere ha preso la parola sette volte per criticare questo o quell’altro aspetto del programma di armamento. Che alla fine ha…...

C’è la guerra al centro dell’economia israeliana

Quando il settore della difesa diventa centrale per favorire l’accumulazione di capitale, l’economia diventa dipendente dalla guerra La distruzione di Gaza e del suo popolo non è solo un progetto...

Esercito svizzero. Nuove armi per una vecchia missione

La facilità con cui le Camere hanno appena concesso all’esercito quasi 1,7 miliardi di franchi ormai non è più una sorpresa: sembra quasi scontata.Al massimo, potrebbe stupire il fatto che...

USA.Trump sta preparando un colpo di stato militare?

L’attuale dibattito in gran parte della società americana verte sulla possibilità che il presidente Donald Trump stia preparando un colpo di stato. È un argomento che si dibatte ovunque, dai...

L’attacco alla Flotilla da parte di Israele e il diritto internazionale

L’esercito israeliano ha intercettato diverse navi della flottiglia Global Sumud che mira a portare aiuti a Gaza. Alcune persone a bordo sono state arrestate, tra cui Greta Thunberg.Queste intercettazioni hanno...

Il piano di Trump per Gaza priva i palestinesi del loro destino

In venti punti, il presidente degli Stati Uniti promette di porre fine alla guerra a Gaza, senza un calendario per il ritiro israeliano e con una gestione sotto tutela straniera...

Lo scontro sino-americano per il controllo del digitale

Tutti con Trump. Il clamoroso voltafaccia della Silicon Valley è un evento di grande rilevanza nella politica americana contemporanea. Tradizionalmente vicini al Partito Democratico, i miliardari del digitale si sono...

Perché i paesi BRICS non denunciano il genocidio in corso a Gaza

I paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), che hanno ammesso al loro interno altri 5 Stati (Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Indonesia e Iran), si sono riuniti a...

Palestina. Il riconoscimento dello Stato non è sufficiente

Negli ultimi mesi, mentre continuano i massacri genocidi degli abitanti di Gaza, un numero crescente di paesi ha annunciato l’intenzione di riconoscere uno stato palestinese, unendosi ai 147 che lo...

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In poche parole

Le FFS come Don Vito Corleone: fanno offerte che non si possono rifiutare

«Se non dovesse accettare nessuna delle due offerte (opzione 1 o opzione 2), oppure non dovesse restituire la lettera firmata entro il […] luglio 2026, scioglieremo il suo contratto di lavoro nel rispetto del termine di disdetta di sei mesi.»
Così si concludono le lettere che la direzione di FFS Cargo ha inviato ai lavoratori coinvolti nell’ultima riorganizzazione, al termine dei colloqui individuali svoltisi in questi giorni.
Quali sono le due “opzioni” offerte dalle FFS, alle quali il lavoratore è chiamato a rispondere entro otto giorni, pena il licenziamento? La prima consiste nel trasferimento alla Divisione Viaggiatori delle FFS, con sede di lavoro a Zugo, Lucerna o Goldau. La seconda prevede il trasferimento a TILO, con una riduzione salariale che, dopo i primi due anni, supera i 1’000 franchi al mese.
Questa è l’”offerta” di un’azienda che continua a ripetere che a tutti sarà data la possibilità di continuare a lavorare in Ticino e che non è previsto alcun licenziamento.
Tutte balle, come il Comitato contro lo smantellamento di FFS Cargo denuncia da mesi. A questo, ora, si aggiunge un atteggiamento che ricorda quello di Don Vito Corleone: un’offerta che non si può rifiutare, pena non la morte fisica, ma certamente quella professionale e sociale.

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