Categoria geografica: Internazionale

Fiat 1969, l’autunno caldo cominciò di luglio

50 anni fa gli scontri del 3 luglio, a Torino, segnarono la ripresa della lotta operaia. Era l’inizio dell’autunno caldo. La testimonianza di un protagonista. Giovedì 3 luglio Torino ha...

Disumanità di frontiera: violenze e discriminazioni sistematiche ai confini est europei

Lungo la “rotta balcanica” i migranti in transito cercano di raggiungere l’Europa. Ma si trovano di fronte alla brutalità delle forze dell’ordine dei diversi paesi. Cosa sta accadendo tra Croazia,...

Il Salario minimo per passare al contrattacco

La partita sulla proposta sul Salario minimo in Italia sembra bloccata, con la sinistra politico-sindacale sulla difensiva. Va invece colta l’occasione per mettere i bastoni tra le ruote a un...

L’Unione Europea accelera sull’austerità

Ursula Von Der Leyen e Christine Lagarde: le due lady austerity, che nel curriculum vantano nientepopodimeno che lo strangolamento della Grecia, rispettivamente scelte alla guida di Commissione Europea e BCE....

La crisi che sta arrivando

La crisi è certa ma non sappiamo quando esploderà. Una delle domande fondamentali che ci si dovrà porre nel caso di un disastro finanziario è di capire se gli Stati...

Sicuri che il capitalismo sia democratico?

Molti danno per scontato che libertà e capitalismo siano intrinsecamente connessi. Ma in questo sistema il confine tra sfera pubblica e privata è costruito in modi che limitano la democrazia...

Nantes, desaparecido dopo la carica violenta della polizia

Nantes, Steve Maia Caniço è scomparso da dieci giorni, da quando la polizia ha caricato brutalmente la festa della musica. Polizia sempre più violenta in Francia. La polizia carica brutalmente...

Sea-Watch. Salvare vite, liberare Carola, fermare Salvini

Sea-Watch3, il coraggio della capitana Carola Rackete, lo squallore di Salvini, la faccia come il culo di Zingaretti, l’ambiguità M5S, l’urgenza di una mobilitazione. Sabato 29 giugno, i 40 migranti...

Besancenot: «Unità della sinistra? No, grazie. Abbiamo già dato»

Il portavoce dell’NPA Olivier Besancenot in una intervista a Pauline Gralle di Mediapart, propone di creare un “coordinamento permanente” che permetta alla sinistra sociale e politica di trovare la strada...

Neoliberismo e migrazioni: una visione dall’Africa

Tra il 2010 e il 2017, l’emigrazione dall’Africa all’UE è aumentata del 7%. Nello stesso periodo la crescita dell’immigrazione europea in Africa è aumentata del 19%. Eppure, non abbiamo visto...

Cosa ha permesso la mobilitazione di Genova contro l’imbarco di armi per la guerra nello Yemen

In questi giorni a Genova si è sviluppata una importante mobilitazione contro l’annunciato arrivo in porto della nave saudita Bahri Yanbu, un ro-ro cargo utilizzato per trasportare armi e mezzi...

Il fascismo come ideologia dello stupro

La violenza sulle donne non è appannaggio di nessuna classe, appartenenza o etnia. È frutto dell’ossessione del possesso che muove gli uomini. Ma il fascismo come ideologia è, alla fine...

#Stop the Bans: la mobilitazione Nazionale negli Stati Uniti in difesa dei diritti sull’aborto

Più di 500 azioni comunicative, sit-in e cortei si sono svolti tra lunedì 20 e martedì 21 maggio in quasi tutti i 50 Stati americani in risposta alla stretta repressiva...

Vigila et castiga – Di insegnanti controllori e altri delatori

Ancora una volta, a pochi giorni da una tornata elettorale decisiva, nel dibattito politico entra la figura di una donna, un’insegnante e i limiti del suo mestiere. Capro espiatorio dei...

Raúl Zibechi: «L’unica via d’uscita per il bolivarismo è un nuovo Caracazo»

Intervista con lo scrittore, giornalista e attivista uruguayano Raúl Zibechi. «Ci vuole un intervento popolare: non c’è soluzione dall’alto. Dal 2002, dal golpe contro Chávez, gli Usa cercano di mettere...

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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