Categoria geografica: Internazionale

COP 24, La catastrofe si avvicina, la commedia continua!

La ventiquattresima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima (COP24) si è appena conclusa a Katowice, Polonia (il 15 dicembre 2018). Invece di far riferimento al recente Rapporto Speciale del GIEC...

Sciopero! Organizzare, combattere, resistere. Partecipiamo all’Altra Davos

Anche questo gennaio si terrà a Davos il World Economic Forum (WEF). Questo incontro riunisce i più potenti “business leader”, i politici più influenti* e i responsabili di istituzioni internazionali...

A chi è utile la sinistra pro border?

Sigillare i confini dello stato nazione non è garanzia di solidarietà: sposta la competizione tra gli italiani e tutti gli altri. Al contrario, per fermare la guerra tra poveri bisogna...

Governi progressisti in America latina: un bilancio

Invitato ad una serie di incontri con le comunità indiane del Chiapas a Oaxaca, Raùl Zibechi il 29 novembre scorso ha accordato a Gloria Muñoz Ramirez del portale www.desinformemonos.org quest’importante...

Sintomatico silenzio dei mass media europei sulla protesta di Budapest

Da cinque giorni migliaia di lavoratori ungheresi occupano il centro di Budapest protestando con decisione contro la legge che allunga di molto l’orario di lavoro annuo imponendo fino a 400...

Turbolenze monetarie a bassa intensità

Le politiche monetarie espansive per certi versi sembrano non finire mai. Dalla Fed trapelano notizie su una possibile diluizione temporale del programma di normalizzazione sui tassi d’interesse. Intanto la Banca...

Un criterio infallibile

Un criterio per capire da che parte va un movimento, e se rappresenta un pericolo per le classi dominanti, è spesso fornito dall’atteggiamento dei grandi organi di intossicazione di massa:...

“Gilet gialli”, una protesta popolare contro l’atto II° dell’offensiva neoliberale

Molti osservatori del movimento dei “gilet gialli” sono rimasti sorpresi nel vedere che questi ultimi concentrano le loro critiche e le loro richieste sul governo, puntando in particolare sulla sua...

Dagli scioperi delle donne a un nuovo movimento di classe: la terza ondata femminista

Il 23 ottobre scorso, migliaia di lavoratrici delle pulizie di Glasgow, hanno dato il via alla manifestazione sindacale per la parità salariale organizzata da PSI, Unison e GMB Union con...

Amazon è la nuova Fiat

Mentre Amazon raggiunge il valore di un trilione di dollari e Jeff Bezos si conferma tra le persone più ricche del mondo, cosa succede nei suoi magazzini? Tra i nostri...

Andalusia: emerge un partito apertamente razzista, xenofobo e fascista

Le elezioni per il Parlamento dell’Andalusia, che avevano assunto il valore di un test nazionale, si sono concluse con una pesante sconfitta di tutta la sinistra, sia nella sua componente...

Italia. Il decreto Salvini dà sicurezze ai padroni, colpendo i richiedenti asilo, gli immigrati e i lavoratori in lotta

di Pietro Basso (*) Il 27 novembre è diventato legge il decreto-legge Salvini intitolato “Sicurezza e immigrazione”. Il suo titolo inganna, anzitutto perché non si occupa solo degli immigrati, come...

Accendiamo una luce sul TAV Torino-Lione?

Di Aldo Zanchetta ho spesso pubblicato scritti sull’America Latina, di cui è attento osservatore. Ma ora pubblico molto volentieri questo compendio sulle mistificazioni ripetute incessantemente sulla grande stampa, che hanno...

Francia. I “Gilet gialli” e la posta in gioco della mobilitazione popolare

Da circa un mese, si sviluppa in Francia un movimento senza precedenti nel paese. Il 17 novembre, in tutte le regioni, si sono avuti perlomeno 2.500 blocchi agli incroci stradali,...

“Voi Vandea, noi marea”: in 200 mila a Roma al corteo di Non Una Di Meno

Manifestazione oceanica a Roma in occasione della giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un grido ha attraversato tutta la mobilitazione: stato di agitazione permanente contro questo governo...

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Il governo cavalca l’onda antistranieri, UDC e Lega (uniti o divisi) ringraziano

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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