Categoria geografica: Internazionale

Ken Loach contro il bullismo di Usa e Israele

«Il boicottaggio assoluto di tutti gli avvenimenti culturali sostenuti dallo Stato di Israele», è quello che chiede Ken Loach, regista inglese da sempre schierato con l’estrema sinistra e per i...

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La chiave della disfatta Jiadista si trova più in Siria che in Irak

Lo storico Jean-Pierre Filiu, specialista tra l’altro dei movimenti Jihadisti, analizza il successo dello Stato islamico in Irak alla luce del contesto regionale . Secondo Mediapart: «se tutti gli sguardi...

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Renzi, nemico pubblico numero uno

Pubblichiamo qui di seguito l’editoriale di Sergio Bellavita, portavoce nazionale dell’area “Il sindacato è un’altra cosa – Opposizione Cgil”, sulla politica del governo Renzi e sulla necessaria risposta che tale...

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Il Governo italiano dalla primavera all’autunno

Che le apparenze non ingannino. Le cose avvenute in Senato nei mesi estivi meritano un po’ di attenzione, anche da parte di chi di solito non gliene dedica alcuna. E’...

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I bombardieri riluttanti

Ancora una volta aerei statunitensi bombardano il territorio dell’Iraq, questa volta con l’assenso del governo in carica in Iraq (oltre che con quello della Russia e dell’Iran che ritengono anche...

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Ferguson (Stati Uniti) : ci avviciniamo alle sommosse urbane degli anni 1960?

In seguito all’assassinio di Michael Brown, il 9 agosto 2014, a Ferguson, periferia di Saint-Louis nel Missouri, le forze di polizia ancora una volta hanno ucciso, martedì 19 agosto, un...

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Barbarie genera barbarie

Tra le conseguenze delle aggressioni imperialiste (da quella di Israele al popolo palestinese alla pretesa dell’imperialismo nordamericano e di quello europeo di imporre le proprie scelte in ogni continente) non...

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Ipocrisie senza limiti

Renzi finge di non sapere cosa preparano i suoi ministri ai pensionati, e fa un viaggio di propaganda di poche ore in Iraq per sponsorizzare una nuova “impresa umanitaria”. Su...

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La Russia ha bisogno di una nuova opposizione

La necessità di una “terza via”, qualcosa di differente dal rabbioso sostegno a una delle parti della crisi ucraina, qualcosa di cui molti hanno scritto negli ultimi mesi, è particolarmente...

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Russia, Cina, Stati Uniti in America Latina

Tutto il balletto diplomatico, le accuse e le assoluzioni che abbiamo sentito riguardo l’abbattimento in Ucraina orientale dell’aereo della Air Malaysia tra le altre cose illustrano le relazioni esistenti tra...

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I maestri del terrorismo

Le riflessioni sul caso Di Battista (Uno scandalo italiano: Di Battista! ) mi hanno spinto a rivedere alcune cose scritte una decina di anni fa, quando ancora alcuni settori palestinesi...

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Davvero non vedi?

Lasciamo da parte gli israeliani che ideologicamente sono a favore dell’espropriazione del popolo palestinese perché “dio ci ha scelto”. Lasciamo perdere i giudici che cancellano tutte le azioni militari di...

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La colpa è delle vittime

Mi accingevo a scrivere sul documentario di un amico giornalista (che più avanti menzionerò), quando mi si è presentata davanti agli occhi l’ennesima foto del funerale di un bambino palestinese....

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Dalla Palestina all’Irak, la crisi nel Medio Oriente si allarga

I cessate il fuoco – brevi interruzioni nella distruzione di Gaza da parte di Israele – vanno e vengono , per una semplice ragione: Israele non toglierà il blocco, l’assedio,...

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Ferragosto amaro. Preparare le mobilitazioni dell’autunno

E’ un agosto molto difficile ed amaro per le classi lavoratrici e per tutte le forze progressiste e realmente di sinistra in Italia e nel mondo.

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Francia, le/gli anticapitaliste/i verso le presidenziali

Il caldo non è più un rischio climatico futuro. È già qui

Il governo cavalca l’onda antistranieri, UDC e Lega (uniti o divisi) ringraziano

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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