Paese: Francia

Le lotte francesi sono destinate a durare

Gli scioperi contro la riforma delle pensioni del governo Macron proseguono. La partita è decisiva, per il destino del presidente neoliberista ma anche per i movimenti sociali. La differenza la...

La grève générale può fermare Macron

Da venerdì la Francia è investita da una lotta imponente di lavoratori contro l’attacco al sistema pensionistico. Il presidente vorrebbe diventare la «Thatcher francese» ma gli scioperi possono fermarlo. Non...

La Francia è entrata nuovamente in una fase di scontro sociale di grande portata

Un anno fa, nel novembre del 2018, è stato il movimento dei “Gilets Jaunes” a fare irruzione nelle piazze delle città francesi. Esploso a causa del progetto governativo di una...

Francia: bisogna che tutto ciò esploda veramente, nelle strade, nei quartieri, nei posti di lavoro

Il 9 dicembre vi è stata un nuova giornata di sciopero e mobilitazione in Francia. Pubblichiamo una riflessione di Philippe Poutou, operaio della Ford, militante sindacale ed esponente del Nouveau...

Francia: consolidare ed estendere la mobilitazione, verso lo sciopero generale

La giornata del 5 dicembre in Francia ha segnato un altro importante momento di mobilitazione contro il governo Macron e la sua riforma delle pensioni: uno sciopero che ha portato...

PSA/FCA, un matrimonio che s’aveva da fare (per i capitalisti…)

Sembra dunque che le nozze tra FCA e Peugeot si faranno entro Natale anche se il Presidente Elkann ha prudentemente specificato che “c’è ancora molto da fare per formalizzare il...

Nantes, desaparecido dopo la carica violenta della polizia

Nantes, Steve Maia Caniço è scomparso da dieci giorni, da quando la polizia ha caricato brutalmente la festa della musica. Polizia sempre più violenta in Francia. La polizia carica brutalmente...

Besancenot: «Unità della sinistra? No, grazie. Abbiamo già dato»

Il portavoce dell’NPA Olivier Besancenot in una intervista a Pauline Gralle di Mediapart, propone di creare un “coordinamento permanente” che permetta alla sinistra sociale e politica di trovare la strada...

Gilets jaunes cinque mesi dopo: insurrezione urbana, democrazia diffusa, contro-potere sociale

Le mobilitazioni francesi continuano ormai da cinque mesi. I momenti di scontro di piazza e la creazione di nuove forme di democrazia si combinano all’insegna della persistenza. Un’analisi approfondita e...

“Caro signor Macron, se ne deve andare”: lettera di un filosofo al Presidente francese

Per concludere in bellezza il grande dibattito nazionale, 65 “intellettuali” erano stati invitati all’Eliseo lunedì 18 marzo scorso dal Presidente stesso, proprio mentre il suo governo annunciava una serie di...

Dossier Gilet Gialli #3: una giornata di lotta importante

Gli atti dei gilet gialli proseguono sabato dopo sabato e il movimento non sembra attenuare la sua intensità. Recuperiamo qui però un articolo di Léon Crémieux di riflessione dopo lo...

Cosa significa fascismo nel Ventunesimo secolo?

Il postfascismo è un fenomeno globale non omogeneo, privo della dimensione sovversiva dei suoi antenati: non vuole sopprimere il parlamentarismo ma cerca di distruggere la democrazia dall’interno. Per contrastarlo bisogna...

Tav: l’analisi è impietosa, l’inutile assurdità è pubblica

Il tanto atteso documento redatto da tecnici e scienziati e una sentenza senza appello contro l’alta velocità in Valsusa. «La battaglia inizia ora – commenta Daniele Brait, attivista no Tav...

Dossier Gilet Gialli #2: Gilet Gialli e movimento operaio a un bivio

La mobilitazione dei Gilet Gialli non è un’espressione di marginalità, di disintegrazione sociale. Al contrario, la grande maggioranza delle persone alle rotonde sono lavoratori salariati, perché dietro alla cortina di...

Un criterio infallibile

Un criterio per capire da che parte va un movimento, e se rappresenta un pericolo per le classi dominanti, è spesso fornito dall’atteggiamento dei grandi organi di intossicazione di massa:...

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Sul concetto di imperialismo e la sua storia

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In poche parole

Il capo dell’esercito in cattedra a Lugano

In un’estate segnata dalla crisi climatica, dai tagli alla formazione, dall’aumento delle tasse di USI e Supsi e dalla pressione borghese per finanziare con l’IVA la 13a AVS e la spesa militare, Benedikt Roos, comandante di corpo dell’esercito svizzero, è sceso a Lugano.
Obiettivo: rassicurare l’economia ticinese sul fatto che l’esercito continuerà a fungere da «pompa finanziaria» per settori produttivi, dopo il forte rilancio della spesa militare deciso a Berna. Roos ha inoltre rassicurato il fronte reazionario: l’esercito continuerà ad alimentare la narrazione dei pericoli «da fuori» e della «minaccia esterna». Tutto propellente per chi costruisce il proprio progetto politico sulle derive securitarie.
Il nesso con la crisi climatica e i tagli alla spesa sociale è evidente: il riarmo viene finanziato riducendo la spesa pubblica e gli interventi a difesa dell’ambiente, e con l’aumento dell’IVA, la tassa più antisociale.
Roos ha riassunto la visione dominante: «La sicurezza è la base per molte cose. […] Se questa base è minacciata, ritengo giusto dare la priorità alla sicurezza» (così ha riassunto la RSI).
Tradotto: in futuro sempre più soldi all’esercito e meno ai bisogni sociali. E chi se ne frega se la minaccia più grave è la crisi climatica, provocata non da regimi stranieri minacciosi ma dal sistema capitalista.

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