Paese: Grecia

Grecia, una vittoria di Pirro per la destra?

Pubblichiamo qui di seguito la dichiarazione della Sinistra operaia internazionalista (DEA), una delle principali organizzazioni della sinistra radicale che fanno parte di SYRIZA. (Red)

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Sette brevi lezioni dal voto in Grecia

Il voto greco che ha portato i moderati di Nuova Democrazia alla maggioranza relativa, guadagnando un bonus di 50 seggi, ci regala qualche breve lezione per il futuro. Italiano ed...

Grecia: « andare al governo senza poter governare»?

Svegliandoci questa mattina, 6 giugno 2012, abbiamo appreso di essere, anche, tutti… lettoni. I nostri commentatori radiofonici ci hanno svelato le ultime dichiarazioni di Christine Lagarde in occasione di un’intervista...

Solidarietà al popolo greco: serata dibattito il 12 giugno

Il prossimo martedì 12 giugno, alle ore 20.30 presso la Scuola Cantonale di Commercio di Bellinzona, si terrà una serata-dibattito organizzata dall’MPS attorno alla specificità della crisi economica e sociale in Grecia....

L’avvenire dell’Europa si gioca in Grecia

È urgente sostenere la sinistra radicale greca e lo slancio democratico, antifascista e unitario che la porta. Pubblichiamo qui di seguito un documento appello di Etienne Balibar, Michel Lowy e...

Grecia, terremoto politico

In occasione delle recenti elezioni del 6 maggio, 2012, lo slogan principale di SYRIZA (Coalizione della Sinistra Radicale, una formazione che raccoglie partiti e organizzazioni riformiste e rivoluzionarie) è stata...

Grecia, le prospettive di un governo di SYRIZA

Le elezioni del 6 maggio hanno prodotto un riultato sensazionale, aprendo un capitolo nuovo nella storia politica della Grecia. Esse, inoltre, si ripercuoteranno in maniera significativa sulla situazione politica europea.

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Grecia, un popolo allo stremo

  Pubblichiamo qui di seguito un articolo di Marco Zerbino sugli effetti sociali della crisi greca. L’articolo è stato scritto prima delle recenti elezioni. Nonostante ciò, la gestione anti-popolare e anti-democratica...

Salvati dalla Grecia?

“Il successo della sinistra è il caos…” ripetono quasi tutti i quotidiani, quando non arrivano, come “Repubblica”, a tacere nei titoli perfino l’esistenza della crescita della sinistra, presentando come novità...

La Grecia si ribelli alla Troïka! Deve sospendere il pagamento del debito

Pubblichiamo un’interessante intervista di Eric Touissaint (E.T.) condotta da Carlo Alonso Bedoya (C.A.B.) sulle analogie tra la crisi greca e la crisi del debito che scoppiò in America Latina agli...

La scintilla greca dell’incendio europeo?

Il popolo greco, già allo stremo dopo due anni di politiche di austerità, che hanno già praticamente dimezzato il livello di vita, dovrà ora subire un nuovo duro attacco attraverso...

Grecia: ristrutturare, rivedere o cancellare il debito?

  Pubblichiamo qui di seguito una dichiarazione dell’OKDE-Spartacos, sezione greca della Quarta Internazionale*, in merito alle possibili soluzioni alla crisi greca (Red.)

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Doppia tragedia greca

Pubblichiamo questa riflessione di Antonio Moscato che permette di cominciare una prima riflessione su quello che sempre più appare uno degli aspetti fondamentali della contraddizione sociale e politica nella quale...

Crisi umanitaria senza precedenti in Grecia

Discorso pronunciato davanti alla Commissione Sociale dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa il 24 gennaio 2012 a Strasburgo sul tema: «Le misure di austerità: un pericolo per la democrazia e i...

Grecia: un governo al servizio degli usurai!

Pubblichiamo qui una versione riassunta di un editoriale scritto per il settimanale  Ergatiki Aristera (Sinistra dei lavoratori) del gruppo socialista greco della Sinistra internazionalista  dei lavoratori (Dea nella sigla greca)...

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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