Paese: Unione Europea

Same. Accordo sulla riduzione a 38 ore a parità di salario

Due settimane fa, i lavoratori della Same hanno votato su una ipotesi di accordo aziendale che prevede la riduzione dell’orario di lavoro a 38 ore settimanali, a parità di salario....

Jeremy Corbyn: la sinistra alla riconquista del Partito laburista

François Chesnais, militante del NPA, portavoce di Attac!, collaboratore di “Le Monde Diplomatique”, riflette su una delle più importanti novità nella sinistra europea, passando in rassegna alcuni libri dedicati a...

Torino, cinque stelle e cinque cerchi: le Olimpiadi del debito

Torino, Grillo approva e Appendino si candida per le Olimpiadi invernali del 2026. Come se quelle del 2006 non avessero fatto abbastanza danni Il frutto più avvelenato delle Olimpiadi invernali...

Ungheria Orbán stravince, per mancanza d’opposizione

Ennesima doccia fredda su ciò che resta della sinistra europea, quella vera, anticapitalista. Ma anche e soprattutto su quella variegata e pittoresca compagnia di apprendisti stregoni che come tale (“sinistra...

Tutti insieme, Continuons le combat!

L’inizio dello sciopero dei ferrovieri offre la possibilità di imporre una battuta d’arresto alle politiche di regressione sociale praticate da decenni. Martedì 3 e mercoledì 4 aprile la mobilitazione dei...

Fascisti a Cologno: al peggio non c’è fine…

Sta facendo clamore, anche se non a sufficienza, l’evento che sta organizzando la giunta fascio-leghista colognese per il 21 e 22 aprile. Pochi gorni prima del settantatreesimo anniversario della Liberazione...

Il reddito di cittadinanza non è a cinque stelle

Reddito di cittadinanza, il dibattito italiano è tossico a partire dalle definizioni. Compresa la proposta del M5S Se è possibile ricavare una lezione dai recentissimi risultati elettorali è quella della...

Francia: offensiva a tutto campo

Una chiacchierata con Christine Poupin, lavoratrice del settore dell’industria chimica e portavoce del Nouveau parti anticapitaliste (NPA). Un anno fa, nessuno o quasi avrebbe scommesso una lira su Macron presidente...

Siamo tutti cheminots!

Negli ultimi mesi l’offensiva del governo francese ha investito molti settori, dagli ospedali alle collettività locali, dai premi degli oneri sociali alla soppressione degli aiuti all’occupazione. Ma ora l’attacco sferrato...

Perché Putin ha vinto

Il largo consenso elettorale a Vladimir Putin non può sorprendere, dato che si spiega in primo luogo con l’assenza di oppositori credibili. Gli è bastato che una sentenza di un...

Tutti i numeri delle urne che bocciarono il Renzusconi

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Il segno, paradossale e positivo, della valanga dei 5Stelle al Sud

È difficile mostrare sorpresa di fronte ai dati più o meno definitivi di queste elezioni di tardo inverno 2018. Non sono sorprendenti – sia detto senza alcuna iattanza – per...

Sconfitto il PD ma vincono le destre populiste e xenofobe. L’alternativa di classe è il nostro obiettivo

I dati usciti dalle urne elettorali del 4 marzo sono impietosi e rappresentano chiaramente, pur nel quadro rifratto del voto, la drammatica situazione politica e sociale del paese e i...

Mai in tv con Casapound. Di respirare la stessa aria d’uno squadrista non mi va

Ecco perché ho declinato l’invito a partecipare a una passerella elettorale tv con Casapound: il fascismo non è un’opinione ma un crimine. Di respirare la stessa aria di uno squadrista...

INNSE. La lotta simbolo della difesa della Milano operaia e antifascista

Venerdì 23 febbraio assemblea pubblica davanti ai cancelli per sostenere i lavoratori della INNSE in presidio! Il presidio permanente dei lavoratori e dei delegati RSU della Fiom della INNSE è...

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In poche parole

Il capo dell’esercito in cattedra a Lugano

In un’estate segnata dalla crisi climatica, dai tagli alla formazione, dall’aumento delle tasse di USI e Supsi e dalla pressione borghese per finanziare con l’IVA la 13a AVS e la spesa militare, Benedikt Roos, comandante di corpo dell’esercito svizzero, è sceso a Lugano.
Obiettivo: rassicurare l’economia ticinese sul fatto che l’esercito continuerà a fungere da «pompa finanziaria» per settori produttivi, dopo il forte rilancio della spesa militare deciso a Berna. Roos ha inoltre rassicurato il fronte reazionario: l’esercito continuerà ad alimentare la narrazione dei pericoli «da fuori» e della «minaccia esterna». Tutto propellente per chi costruisce il proprio progetto politico sulle derive securitarie.
Il nesso con la crisi climatica e i tagli alla spesa sociale è evidente: il riarmo viene finanziato riducendo la spesa pubblica e gli interventi a difesa dell’ambiente, e con l’aumento dell’IVA, la tassa più antisociale.
Roos ha riassunto la visione dominante: «La sicurezza è la base per molte cose. […] Se questa base è minacciata, ritengo giusto dare la priorità alla sicurezza» (così ha riassunto la RSI).
Tradotto: in futuro sempre più soldi all’esercito e meno ai bisogni sociali. E chi se ne frega se la minaccia più grave è la crisi climatica, provocata non da regimi stranieri minacciosi ma dal sistema capitalista.

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