Tema: Economia

Speculazione e lotta di classe

Quello che si gioca oggi, tanto negli Stati Uniti, quanto in Europa, è un biliardo a più squadre. Le banche temono per i loro bilanci, gli Stati oscillano tra desideri...

Franco debole, profitti forti

È ormai una vera crociata quella intrapresa da tutto lo spettro politico e sociale contro il “caro franco”.

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Di fronte agli ultimi sussulti della crisi: elementi d’analisi

Venerdì 12 agosto 2011 è stato annunciato dall’INSEE (Istituto nazionale di statistica e degli studi economici) una crescita zero dell’economia francese nel 2° trimestre. Questa pubblicazione aggiunge un elemento supplementare...

Decrescita felice o anacronistiche nostalgie feudali?

In un articolo di  Pallante e Bertaglio, dal titolo “La decrescita è donna”, leggiamo: “È difficile non vedere la superiore sensibilità e delicatezza delle caratteristiche femminili, o negare che questo...

Il capitalismo ha bisogno di vacanze!

I vecchi paesi capitalisti non vanno bene. È quanto mostrano le ultime previsioni dell’ONU1: “Un rallentamento della crescita mondiale è atteso nel 2011 e nel 2012”. Per i paesi sviluppati,...

Una crisi strutturale

È in edicola da alcuni giorni Capitalismo tossico. Crisi della competizione e modelli alternativi, opera di Marco Bertorello e Danilo Corradi, pubblicata dalle Edizioni Alegre (con una importante postfazione di...

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Una crisi robusta!

Lo scorso marzo il presidente della Bce Jean Claude Trichet definiva la ripresa economica globale «relativamente robusta», e sull’onda di commenti come questo si diffondeva il sentore che il peggio...

Debiti illegittimi: le banche all’attacco delle politiche pubbliche

François Chesnais, redattore della rivista “Carré rouge”, ha appena pubblicato un libro importante, intitolato “I debiti illegittimi. Quando le banche fanno man bassa nelle politiche pubbliche” (edizioni Raisons d’agir, 2011)....

In giacca e cravatta, ma sempre salariati

Uno dei cavalli di battaglia del nascente movimento operaio moderno in Inghilterra e in Francia nel XIX secolo fu la battaglia per la riduzione dell’orario di lavoro. All’epoca il rapporto...

Il fine e i mezzi

Le imprese stanno bene, grazie: i profitti delle 500 più grandi al mondo (Standard & Poor’s) sono aumentati del 18,7% l’anno scorso. Nonostante ciò, The Economist, rivista ultraliberale (ma lucida),...

E la chiamano ripresa…

L’arroganza della fiducia è scomparsa e il nervosismo ritorna. La raffica di statistiche inquietanti della fine di aprile consolida questa situazione. Il 26 aprile, i dati sul tasso di crescita...

Dal 1° aprile senza lavoro e indennità: una dei mille…

Sono più di mille i disoccupati che dal primo aprile, non solo non hanno più lavoro, ma nemmeno un’indennità di disoccupazione. Solidarietà ha voluto parlare con una giovane ragazza che...

Plutonomia

Ecco i consigli che Citigroup, uno dei più grandi gruppi finanziari del mondo, dava ai suoi clienti nel settembre 2006: “Precipitatevi sul bling (…) Acquistate azioni della plutonomia”.

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Il vicolo cieco della crisi del del capitalismo neoliberale

La nuova tabella di marcia in Europa è molto chiara : si tratta d’ora in avanti di far pagare ai salariati la fattura della crisi. Per spiegare questa nuova condizione,...

Bilaterali III: i nodi vengono al pettine!

Meglio tardi che mai verrebbe, ancora una volta, voglia di dire. Dopo cinque anni di avanzata lenta ma inesorabile  del dumping salariale e sociale in tutti gli angoli del paese...

Ultimi articoli

PSE e nuovo stadio. Cosa ci sarà mai da festeggiare…

Russia. I costi dell’invasione dell’Ucraina non possono più essere tenuti lontano da tutti i russi

Italia. Dopo i fatti di Modena, qualche dato oggettivo

In poche parole

Della serie: il settore della moda tiene…

Non sono passate 24 ore da quando Marina Masoni, presidente di quel guscio vuoto che è TicinoModa, ci ha assicurato sulle magnifiche sorti e progressive della Fashion Valley ticinese, ed ecco annunciata la soppressione dei 60 posti di lavoro della Auriel Investment Sa di Paradiso.
Interessante, perché questa azienda, come la stragrande maggioranza di quelle che compongono il settore in Ticino, non è un’azienda produttiva nel senso tradizionale del termine, né un fiore all’occhiello di un settore industriale d’avvenire. È invece un’azienda sostanzialmente commerciale (i lavoratori licenziati sono “tutti attivi nel settore amministrativo”).
Il nuovo fondo – americano, naturalmente – che rileverà il marchio Roberto Cavalli affiderà inoltre a The Level Group, società di e-commerce con sede a Milano, la “gestione delle operazioni nei canali e-commerce, wholesale e retail”.
Nulla di nuovo: la Fashion Valley ticinese continua a essere quella del modello Gucci e Kering. Cosa costoro abbiano lasciato in Ticino è sotto gli occhi di tutti (a cominciare dalle mastodontiche infrastrutture). Quello che invece si sono portati via – in particolare sotto forma di sgravi e aggiramenti fiscali – è nelle carte delle diverse condanne subite in Italia e in Francia.
Cose che il governo di questo Cantone continua a ignorare.

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