Tema: Politica

“The Day after” a Gaza

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Trump e il suo 39%: gli obiettivi e gli interessi del padronato svizzero

In relazione ai dazi doganali del 39% imposti dal 7 agosto su una parte delle importazioni provenienti dalla Svizzera, si è parlato molto delle esportazioni di prodotti farmaceutici e dei...

Assicurazioni malattia: aumento dei premi e crescente privatizzazione del sistema sanitario

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Gli Stati Uniti verso l’autoritarismo. Una resistenza ancora insufficiente

Stiamo scivolando verso uno stato autoritario. Viviamo in un paese in cui molte istituzioni democratiche, compresi i tribunali, sono state gravemente indebolite, le organizzazioni della società civile sono state profondamente...

Banking on Climate Chaos 2025: due terzi delle banche rilanciano sul fossile

Nel 2024, 48 delle 65 banche monitorate hanno aumentato gli investimenti fossili. È finita l’era del greenwashing, comincia quella del postwashing. Dato che aumenta costantemente la temperatura del Pianeta, sembra...

Autoritarismo e democrazia nel XXI° secolo

In un contesto globale segnato dalla rinascita delle forze di estrema destra, lo storico Enzo Traverso aggiorna la sua analisi sul postfascismo alla luce degli eventi degli ultimi anni e...

Trump vuole annettere la Svizzera?

Dal 2 aprile scorso (Liberation Day), il presidente Donald Trump ha fatto in continuazione ricorso a disposizioni legali eccezionali per manipolare i dazi doganali che impone ai principali paesi esportatori...

Sostiene Pronzini…

Pubblichiamo l’intervista che il vice-direttore del Corriere del Ticino, Gianni Righinetti, ha realizzato con il nostro deputato Matteo Pronzini. Le domande sono quello che sono, tutte tese a mettere in...

La guerra organizza l’accumulazione del capitale

Le guerre sono il motore dell’accumulazione di capitale, indipendentemente dagli Stati-nazione coinvolti nei conflitti. È vero che alcune grandi aziende traggono profitto dal genocidio palestinese, come denuncia la relatrice speciale...

Cina. La generazione perduta dei laureati

Milioni di giovani cinesi scoprono che nemmeno l’eccellenza accademica garantisce più un futuro stabile. Un’intera generazione tradita dalle promesse e spinta verso la precarietà Negli anni in cui in Cina...

Stati Uniti. 25 anni di tagli e disastri fiscali

Il 3 luglio, il Congresso americano ha approvato i tagli fiscali di Trump. I media tradizionali e gli economisti hanno riportato principalmente i dettagli di tali tagli, ovvero le imposte...

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Svizzera. Un “piccolo” paese, un “grande” dell’imperialismo capitalista

Come mai, la piccola e neutrale Svizzera subisce un affronto così grande da parte degli Stati Uniti di Donald Trump che ha fissato al 39% i dazi sulle merci provenienti...

Accordo sui dazi Trump-UE. A passare alla cassa saranno i salariati e le salariate

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In poche parole

Il capo dell’esercito in cattedra a Lugano

In un’estate segnata dalla crisi climatica, dai tagli alla formazione, dall’aumento delle tasse di USI e Supsi e dalla pressione borghese per finanziare con l’IVA la 13a AVS e la spesa militare, Benedikt Roos, comandante di corpo dell’esercito svizzero, è sceso a Lugano.
Obiettivo: rassicurare l’economia ticinese sul fatto che l’esercito continuerà a fungere da «pompa finanziaria» per settori produttivi, dopo il forte rilancio della spesa militare deciso a Berna. Roos ha inoltre rassicurato il fronte reazionario: l’esercito continuerà ad alimentare la narrazione dei pericoli «da fuori» e della «minaccia esterna». Tutto propellente per chi costruisce il proprio progetto politico sulle derive securitarie.
Il nesso con la crisi climatica e i tagli alla spesa sociale è evidente: il riarmo viene finanziato riducendo la spesa pubblica e gli interventi a difesa dell’ambiente, e con l’aumento dell’IVA, la tassa più antisociale.
Roos ha riassunto la visione dominante: «La sicurezza è la base per molte cose. […] Se questa base è minacciata, ritengo giusto dare la priorità alla sicurezza» (così ha riassunto la RSI).
Tradotto: in futuro sempre più soldi all’esercito e meno ai bisogni sociali. E chi se ne frega se la minaccia più grave è la crisi climatica, provocata non da regimi stranieri minacciosi ma dal sistema capitalista.

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