Categoria geografica: Internazionale

Streghe, caccia alle streghe e donne

Lo sviluppo capitalista è iniziato con la caccia alle streghe del XVI e XVII secolo, costato la vita a migliaia di donne. Quella violenza non è sparita con la fine...

Stato spagnolo, la sconfitta della destra, i nuovi problemi a sinistra

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Spagna, luci e ombre di una vittoria socialista

di Cristiano Dan La vittoria del Partido Socialista Obrero Español (PSOE) nelle elezioni di ieri, 28 aprile, è netta e indiscutibile, e il titolo di queste prime e affrettate note...

Gilets jaunes cinque mesi dopo: insurrezione urbana, democrazia diffusa, contro-potere sociale

Le mobilitazioni francesi continuano ormai da cinque mesi. I momenti di scontro di piazza e la creazione di nuove forme di democrazia si combinano all’insegna della persistenza. Un’analisi approfondita e...

Indietro tutta, si torna al centrosinistra

Per l’occasione delle recenti primarie del Pd, l’uno Renzi si è fatto trino dissolvendosi in tre candidati. Il neoeletto segretario, Zingaretti, col 66% dei consensi, vanta una carriera nell’apparato di...

Il pericolo Trump e la politica estera USA

Non mi convince la tendenza diffusa a prendere subito sul serio le dichiarazioni bellicose di Donald Trump per due semplici ragioni: la prima è che la politica estera degli Stati...

L’Algeria annuncia una nuova primavera araba?

Un’intervista a Gilbert Achcar di Luc Mathieu* È possibile parlare di una nuova “primavera araba”? Effettivamente, sia in Algeria sia nel Sudan vi è una nuova ondata rivoluzionaria. Inoltre, non...

La crisi economica e le banche centrali

Gli elementi di una nuova crisi finanziaria internazionale sono tutti presenti; non si sa quando essa scoppierà ma quando accadrà il suo effetto su tutto il pianeta sarà importante. I...

Argentina, duro colpo per Benetton e Bullrich: Mapuche assolti per l’occupazione di terre

Cinque membri della comunità Mapuche Pu Lof Cushamen, la stessa dove fu “desaparecido” e poi trovato morto Santiago Maldonado, erano stati processati per presunta usurpazione e furto di bestiame Cinque...

Ridurre il tempo di lavoro, riprendersi la vita

Riduzione del tempo di lavoro. Perché non se ne discute più mentre dilagano la disoccupazione e la precarietà? Questo contributo fornisce una valutazione delle cifre dell’esperienza di 35 ore in...

Le donne del Bauhaus

Bauhaus, la rivoluzione nella cultura europea compie 100 anni. Ripercorriamo la sua storia e quella delle donne che lo hanno attraversato, ma che con molta più fatica rispetto ai loro...

Da Marx all’ecosocialismo

C’è una crescente componente di letteratura ecomarxista ed ecosocialista nel mondo di lingua inglese, che segna l’inizio di una significativa svolta nel pensiero radicale. Alcune riviste marxiste, come Capitalism, Nature...

Potere evangelico contro femminismo

L’ondata evangelica e pentecostale cresce in modo esponenziale in tutta l’America Latina. È stato uno dei fattori chiave della vittoria politica dell’ultra-destra che ha portato a un successo prima impensabile...

Noi non difendiamo la natura. Siamo la natura che si difende

Ecco perché per ridurre il Co2 bisogna eliminare del tutto il capitalismo Il 15 marzo, a seguito dell’appello di Greta Thunberg, un milione e mezzo di giovani ha scioperato e...

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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