Categoria geografica: Internazionale

Nuit debout, un contributo all’invenzione d’un altro mondo

Le crisi spalancano le porte del possibile, e quest’ultima, iniziata nel 2007 con il crollo del mercato dei subprime, non fa eccezione alla regola. Le forze politiche che sorreggevano il...

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Dopo il 28 aprile, ostacoli e speranze del movimento contro la Loi Travail

La giornata di mobilitazione del 28 aprile è stata piena di contrasti:• C’era la metà dei manifestanti del 31 marzo (500.000 secondo la CGT contro più di un milione il...

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I possibili scricchiolii del governo Renzi

Le intercettazioni che hanno provocato le dimissioni della ministra dello sviluppo economico Guidi, facendo venire alla luce lo scandalo degli appalti milionari legati all’area di Tempa Rossa, hanno fatto emergere...

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Austria – Il fallimento della «Grande coalizione», un avvertimento per l’Europa

L’uomo è sorridente ed è abituato a controllare le emozioni. Dopo una degenza in ospedale di oltre un anno a causa di un incidente col parapendio, ha imparato a essere...

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Dalla “tragedia” alla “farsa”?

Può accadere nella storia che fatti o personaggi si presentino due volte. Nel primo caso si può parlare di “tragedia berlusconiana”, nel secondo abbiamo a che fare con una sorta...

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I ” Panama Papers” e i segreti del capitale

Il Consorzio Internazionale di Giornalisti Investigativi (ICIJ l’acronimo in inglese) con sede a Washington e il giornale tedesco Die Süddeutsche Zeitung , insieme a una squadra di 376 giornalisti di...

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Francia, le notti in piedi

Il movimento delle Nuit debout in poche settimane si è esteso da Parigi a numerosissime altre città dell’intera Francia. E’ un movimento che, un po’ sulla traccia di quello degli...

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Spagna. Che fare se vi saranno nuove elezioni?

Nuove elezioni sono ormai una possibilità concreta. L’aritmetica parlamentare ha prodotto quel che poteva: alcuni mesi di negoziati spettacolarizzati, con la cittadinanza che assisteva passiva alla rappresentazione e la precarizzazione...

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A zonzo per l’Europa

Cristiano Dan, collaboratore assiduo del sito, ha pubblicato su una interessante rivista di Parma (“Dalla parte del torto”) pubblicata da due decenni da un gruppo di compagni che avevano avuto...

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Crisi dei rifugiati e vergogna europea

Se dovessimo descrivere la risposta dell’UE all’attuale crisi dei rifugiati in una sola parola, questa parola sarebbe “caos”; se potessimo usarne due, il secondo termine sarebbe “vergogna”, riferito al sentimento...

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“Nuit Debout”: rimandare aprile per accogliere meglio la primavera !

Non c’è stato il 1° aprile ma un 32 marzo, poi un 33, un 34…. In piedi, tutto diventa possibile! E prima di tutto, dilatare il tempo, prolungare marzo. Non...

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Il ruolo della trojka non assolve Tsipras

Alcuni miti sono duri a morire. Uno di questi è il mito del buon Tsipras vittima della crudele trojka. Agli occhi di alcune tendenze di sinistra, infatti, il Primo ministro...

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Come combattere il jihadismo? La sinistra radicale dopo gli attacchi di Bruxelles

Da gennaio 2015, gli attacchi “jihadisti” hanno raggiunto in Europa un livello e una dinamica senza precedenti. Tuttavia, gran parte della blogosfera anglofona radicale non sembra volersi rendere conto della...

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Francia, la grande lotta contro la legge El Khomri

La giornata del 31 marzo, data del secondo sciopero generale indetto dalle sigle sindacali più combattive, ha evidenziato in maniera lapalissiana una tendenza di crescita inerente alla contrapposizione popolare alle...

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Confederalismo o controrivoluzione?

In questi giorni è stata annunciata unilateralmente la nascita di una regione autonoma nel nord della Siria, nei Cantoni curdi Rojava. Non siamo ancora a conoscenza delle caratteristiche di questa...

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Francia, le/gli anticapitaliste/i verso le presidenziali

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Il governo cavalca l’onda antistranieri, UDC e Lega (uniti o divisi) ringraziano

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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