Categoria geografica: Internazionale

Putin, Erdogan e il terrorismo

Forse ho fatto un errore a utilizzare Face book, rispetto a quando mi limitavo a inserire semplicemente un nuovo testo sul mio sito senza pubblicizzarlo molto. In effetti a volte...

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Verso l’assalto finale di padroni e governo. Costruire le barricate

E’ partito l’assalto finale alla classe lavoratrice e ai diritti del lavoro: chi pensava che i capitalisti potessero accontentarsi del Jobs Act e dei tanti regali che hanno avuto nel...

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Crisi di civiltà e offensiva sacerdotale del Vaticano

La lotta contro il modernismo aveva squilibrato troppo a destra il cattolicesimo, occorre nuovamente «incentrarlo» nei gesuiti, cioè dargli una forma politica duttile, senza irrigidimenti dottrinali, una grande libertà di...

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Portogallo: le ragioni del successo del Blocco di sinistra

Dopo le elezioni in Portogallo esisteva, teoricamente, la possibilità di formare un governo a guida socialista, con l’appoggio esterno o l’astensione di Blocco di sinistra e PCP, a patto ovviamente...

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Il brutto imbroglio della Legge di stabilità

Grande movimento nel governo per presentare, come stabilisce la normativa sulla contabilità pubblica, entro il 15 ottobre la legge di stabilità per il 2016, un provvedimento fondamentale per definire le...

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Da Atene, un’altra riflessione sulle elezioni greche

Non è stata una buona serata elettorale [quella di domenica 20 settembre]. Non mi riferisco in particolare al fatto che Unità Popolare non sia riuscita a raggiungere la soglia del...

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Brasile – «Il neo-sviluppismo è esaurito»

João Pedro Stedile è il dirigente storico del Movimento dei lavoratori rurali senza terra (MST). All’inizio dei quest’anno, la sua “opposizione” al governo di Dilma Rousseff consiste nel denunciare «l’infiltrazione...

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Stato spagnolo-Catalogna: un terremoto che non si fermerà là

Il 27s (27 settembre) conferma il terremoto a rilento che ha scosso gli ultima quattro anni la società catalana, scossa dalle politiche di austerità e dall’esplosione del primo 15M e...

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La logica del memorandum si applicherà inesorabilmente

La vittoria elettorale di Alexis Tsipras non deve far dimenticare la morsa nella quale la Grecia è presa dopo la firma del memorandum. Il primo ministro può sperare di disporre...

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Grecia. Chi occuperà villa Maximos?

Alexis Tsipras, alla guida di una Syriza “memorandaria”, esce vincitore delle elezioni anticipate del 20 settembre 2015. Tuttavia, Jon Henley, sul Guardian del 18 settembre, ritiene Maarten Verwy l’inquilino –...

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Comunicato di DEA sui risultati elettorali

1. Le elezioni del 20 settembre sono state un’iniziativa di Tsipras che aveva un duplice obiettivo: a) In primo luogo, quello di ribadire i rapporti di forza politici e ridare...

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Tsipras succede a Tsipras, ma tutto è cambiato

Pubblichiamo qui di seguito il Comunicato stampa dell’Esecutivo nazionale di Sinistra Anticapitalista apparso questa mattina sul loro sito.

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Tre corrispondenze da Atene

Atene: a pochi giorni dal voto (1)Venerdì 18 settembre«Se io ripenso a quella piazza, a quella tenda, com’era piena solo otto mesi fa», dice Nicoletta Dosio, esponente no Tav che,...

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A sostegno del popolo curdo

La Co-Presidenza del Consiglio Esecutivo della KCK (Unione delle Comunità del Kurdistan) ha rilasciato una dichiarazione sui recenti sviluppi nel Kurdistan settentrionale (la regione kurda della Turchia): “… Si deve...

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Con la vittoria di Jeremy Corbyn la politica inglese torna alla vita

Le ironie della storia non smettono di sorprenderci. Dovunque si guardi, Jeremy Corbyn è il leader più di sinistra in tutta la storia del Partito laburista. E’ chiaro che coloro...

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Francia, le/gli anticapitaliste/i verso le presidenziali

Il caldo non è più un rischio climatico futuro. È già qui

Il governo cavalca l’onda antistranieri, UDC e Lega (uniti o divisi) ringraziano

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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