Categoria geografica: Internazionale

Donbass: quando fascismo e “antifascismo” si danno la mano

La guerra nel Donbass, che ha visto come protagoniste le “repubbliche popolari” guidate da neofascisti, offre all’estrema destra un’occasione per intrecciare relazioni internazionali. Mentre Forza Nuova e Lega Nord si...

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Per combattere lo Stato Islamico bisogna capire quello che esso rappresenta

“Secondo messaggio per l’America” è il titolo del video pubblicato dallo Stato islamico su internet. Un video nel quale l’organizzazione rivendica l’assassinio del reporter americano Steven Sotloff [1]. Viene rappresentata...

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L’assalto finale ai diritti del lavoro

Con l’apertura della discussione in Senato della legge delega sul lavoro, il cosiddetto Jobs Act, siamo entrati nella fase finale dell’assalto ai diritti del lavoro. A condurre questo assalto sono...

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Le reticenze del papa sulla guerra

Pubblichiamo qui di seguito un articolo di Antonio Moscato sulle reticenze del papa a ricordare i disertori della Ia guerra mondiale nell’ambito delle commemorazioni dei caduti di questa guerra. Cogliamo...

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Giocatori delle tre carte

Incredibile quel che tocca ascoltare ogni volta che Matteo Renzi si ferma un attimo per fiatare e concedere al popolo una delle sue sentenze da oracolo. Sia pure con un’altalena...

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Ci mancherai Didi

Attraverso queste parole vogliamo ricordare e salutare Dirceu Travesso, sindacalista di Conlutas, scomparso in questi giorni. Lo vogliamo ricordare per il suo coraggio e la sua determinazione nel migliorare le...

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Italia: l’aspro crocevia dell’autunno

Non ci devono essere illusioni. E’ un autunno durissimo quello che si sta aprendo per le classi popolari e il movimento dei lavoratori nel nostro paese; esso segnerà il futuro...

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L’internazionale nazional-patriottica si riunisce a San Pietroburgo

Il 3 e 4 ottobre si terrà a San Pietroburgo il Forum Nazionale Russo, un evento in cui parteciperanno 1500 persone con l’obiettivo di “istituire un coordinamento delle forze nazionaliste...

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Cosa vuole essere Podemos? Il momento della verità in Catalogna

Pubblichiamo un’interessante intervista a Maria Teresa Rodriguez, militante di Izquierda Anticapitalista e deputata europea di Podemos sullo stato di Podemos a cinque mesi dalle elezioni europee sul dibattito interno e...

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Ucraina: La guerra di Petro
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Francia, solo la piazza può e deve rovesciare questo governo

In un contesto europeo di recessione e di deflazione, di guerra nella parte orientale del continente e della crescita delle forze di destra e di estrema destra, la Francia ha...

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A proposito dell’intervista a Maurizio Landini

Pubblichiamo, anche se con qualche giorno di ritardo, questo commento di Adriano Alessandria, operaio metalmeccanico in mobilità, direttivo provinciale della Fiom Torino (“Il sindacato è un’altra cosa”), che critica le...

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Ucraina: l’escalation della guerra e l’inerzia della diplomazia

La Russia ha messo in atto una pericolosa escalation militare nell’Ucraina orientale, mentre la diplomazia internazionale rimane sostanzialmente a guardare. Le politiche militari di Poroshenko si sono rivelate un fallimento...

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L’agosto ucraino

Una rassegna dei principali sviluppi verificatisi prima della escalation di questi giorni: dalle sanzioni contro la Russia, l’intensificarsi del conflitto militare e la vicenda del “convoglio umanitario russo”, fino alle...

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Il governo Renzi alla dura prova della realtà

Non di sola propaganda può vivere il governo Renzi! E nei fatti lo dimostra la decisione di non presentare nel Consiglio dei Ministri programmato per il 29 agosto le linee...

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Francia, le/gli anticapitaliste/i verso le presidenziali

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Il governo cavalca l’onda antistranieri, UDC e Lega (uniti o divisi) ringraziano

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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