Categoria geografica: Luganese

Lugano, le mani sulla città

“Le mani sulla città” è un film di Francesco Rosi del 1963, ambientato a Napoli in un’epoca in cui la corruzione in ambito edilizio era la norma. Oggi bandita questa...

Alloggi popolari a Lugano, un cambiamento radicale è necessario!

Qualche giorno fa la Municipale uscente Cristina Zanini-Barzaghi sentenziava l’ovvietà: «Se la disponibilità di appartamenti economici fosse maggiore, risparmieremmo molti aiuti sociali. È un gatto che si morde la coda»....

Lugano: una città che esclude o che include?

Qualche giorno fa sono comparsi nelle strade cittadine dei cartelloni dell’UDC/Lega per la campagna comunale con scritto “Anarchici autogestiti fuori da Lugano!”. Abbassando gli occhi in basso a sinistra ho...

Referendum PSE e rispetto dei diritti democratici

Saremo veramente felici di affrontare la querela che il FC Lugano intende promuovere nei nostri confronti: non foss’altro per tutelare l’onorabilità del FC Lugano Si potrà infatti precisare che i...

Sfide sociali e sfide sportive nel futuro di Lugano

È notizia degli ultimi giorni: il 6% dei nuclei famigliari di Lugano (cioè circa 6-8’000 persone) non raggiungerebbero il minimo vitale. Senza gli aiuti e le prestazioni sociali si troverebbe...

PSE: megalomania allo Stadio puro?

L’MPS lo ha affermato da subito, senza ambiguità. La battaglia contro il Polo Sportivo e degli Eventi (PSE) non è una battaglia contro i bisogni sociali di natura sportiva accumulatisi...

Lettera aperta al sindaco Borradori che, speriamo, “presente” non solo per lo sport, ma anche per la difesa dei diritti democratici

Egregio signor sindaco, come lei saprà alcuni energumeni, appartenenti agli ultras del FC Lugano (qualificatisi come tali e “amici di Renzetti”), hanno disturbato e tentato di impedire la raccolta di...

Inizia la raccolta firme per il referendum contro il PSE

È partita la raccolta delle firme per il referendum contro il Polo Sportivo e degli Eventi (PSE) di Lugano. Qui trovate il materiale relativo elaborato dal comitato referendario: il formulario...

A Bellinzona e Lugano un voto all’MPS, alle sue candidati e ai suoi candidati, per rafforzare l’opposizione politica e sociale

Siamo ormai in dirittura d’arrivo: le operazioni di voto sono già in corso: invitiamo dunque elettrici ed elettori a votare per l’MPS, per le sue candidate e i suoi candidati....

PSE: sarà referendum!

Il Movimento per il socialismo (MPS) ha preso atto del dibattito e del risultato del Consiglio Comunale di Lugano in merito alla proposta del Polo Sportivo e degli Eventi (PSE)....

Il Polo Sportivo e degli Eventi (PSE) e l’insostenibile leggerezza social-liberale

L’acceso dibattito attorno al Polo Sportivo e degli Eventi (PSE) e l’imminente voto in Consiglio comunale hanno fornito l’ennesima prova dell’ormai avvenuta metamorfosi del Partito Socialista (PS) in una forza...

Il Municipio di Lugano continua la provocazione contro il Molino

L’MPS ha preso atto della decisione del Municipio di Lugano di disdire la convenzione del 2002 e di avviare di fatto la procedura di sgombero del Centro sociale autogestito il...

Il Municipio di Lugano al servizio dei capitali privati, con i soldi pubblici…

Il Municipio di Lugano sta diffondendo una spiegazione assolutamente fantasiosa e priva di fondamento in merito al metodo di finanziamento scelto per realizzare il Polo Sportivo e degli Eventi (PSE)....

Lugano e PSE: le architetture del potere

Edificare, costruire, significa portare una visione del mondo e dei rapporti umani. Visione che implica la conoscenza della realtà che ci circonda. Al comune di Lugano, invece, i municipali sembrano...

“Stadio: tanti insulti e un filo di ridicolo. Se vi saranno ritardi per lo stadio di calcio non sarà colpa di chi contesta questo progetto”

Ci permettiamo di pubblicare l’articolo apparso su Naufraghi.ch, 8 marzo 2021, che ci pare molto esaustivo. “Per giocare a golf non è necessario essere stupidi. Però aiuta.”: tutti conoscono il...

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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