Campagna MPS: Rimborsopoli

Brigante se more
Consiglieri di Stato, pena e vergogna!

Lo scorso 27 agosto, prendendo atto che malgrado la chiara e appurata situazione di illegalità, quattro dei cinque consiglieri di Stato continuano a percepire alcune indennità (in particolare quella di...

Vergogne parlamentari…

La commissione della gestione vuole indagare per sapere il responsabile della fuga di notizie sulla questione dei rimborsi illegittimi dei consiglieri di Stato. Di cosa si tratta? Di una perizia...

Rimborso dei Consiglieri di Stato
Rimborsi al governo illegittimi: una perizia giuridica interna lo conferma

Lo scorso 8 febbraio 2018, il Movimento peri il socialismo (MPS), tramite del suo deputato Matteo Pronzini, ha inoltrato una formale pretesa di risarcimento contro i Consiglieri di Stato o...

“I ministri restituiscano quei 300 mila franchi”

Tredici pagine fitte di citazioni giurisprudenziali per arrivare alla conclusione che gli attuali consiglieri di Stato e i cinque ex ministri che li hanno preceduti in governo potrebbero essere chiamati...

Rimborsi spese abusive dei Consiglieri di Stato / presenza chiara e palese dell’elemento soggettivo

Egregio signor Procuratore generale, tra i mesi di febbraio e marzo 2018, il Suo predecessore ha emesso due decreti d’abbando in relazione ai rimborsi spese e diritti di carica dei...

I Consiglieri di Stato continuano a versarsi, senza base legale, il forfait mensile di 300 franchi a copertura delle spese telefoniche?

In relazione al forfait di 3600 franchi a copertura delle spese telefoniche dei Consiglieri di Stato, il Procuratore Generale John Noseda – a cavallo tra febbraio e marzo 2018- ha...

Separazione dei poteri tra Magistratura e Consiglio di Stato a geometria variabile?

Nel corso dello scorso anno, con due atti parlamentari, avevo posto delle domande al Consiglio di Stato in merito alla Magistratura. Più precisamente: · con un’interrogazione con la quale chiedevo...

Servizio di Teleticino del 4.6.2018: “Rimborsi, tempo di perizie giuridiche”

Alla Commissione della Gestione e delle Finanze Signor Presidente, signore e signori commissari, vi scrivo a in proposito del servizio in oggetto, andato in onda su Teleticino durante il TG...

Lettera al Procuratore generale

Egregio Procuratore Generale, lo scorso 25 aprile 2018 le ho trasmesso copia della domanda di risarcimento/restituzione da me inoltrata al Gran Consiglio in relazione ai vitalizi ed altri privilegi “pensionistici”...

Pretesa di risarcimento contro il Consiglio di Stato

Pubblichiamo qui di seguito la richiesta di pretesa di risarcimento contro i Consiglieri di Stato ed ex-Consiglieri di Stato che il Deputato MPS Matteo Pronzini propone al Gran Consiglio per...

Il governo irrispettoso nei confronti dei cittadini e delle cittadine ticinesi

Il coordinamento del Movimento per il socialismo (MPS) esprime sdegno e costernazione per la risposta fornita ieri dal Consiglio di Stato alla interpellanza di Matteo Pronzini relativa al salario percepito...

Ma per finire a quanto ammontava lo stipendio base dell’ex cancelliere Gianella?

Nella seduta del 14 marzo scorso a seguito della risposta fornita dal vice presidente Zali alla mia interpellanza del 1 marzo 2018 Rimborspoli alcune domande al CdS, e considerato l’opacità...

Rimborsopoli: decreto d’abbandono Bis

Troverete al link seguente il secondo decreto d’abbandono del Procuratore Generale John Noseda riguardante il caso Rimborsopoli. Decreto di abbandono

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In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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