Categoria geografica: Internazionale

“Donna! Vita! Libertà”: la rivoluzione sociale in Iran

Dopo l’assassinio di Zhina (Mahsa) Amini, una donna curda di 22 anni, da parte della “Polizia morale” e le mobilitazioni di protesta a livello nazionale, l’Iran è entrato in una...

Brasile. Che cosa ci insegna il primo turno delle elezioni presidenziali

Dove abbiamo sbagliato Il primo turno delle elezioni politiche del 2022 ha riservato un’amara sorpresa alla militanza di sinistra che, seguendo i sondaggi elettorali, si aspettava una vittoria elettorale di...

Iran, il regime che massacra le donne fa affari con l’Occidente

Togliere il velo che da decenni nasconde l’orrore del regime iraniano agli occhi del mondo. È questo il reato commesso da Mahsa Amini, la giovane iraniana torturata e poi morta il...

Nicaragua. Petizione per la liberazione di Dora María Téllez, prigioniera della dittatura di Ortega-Murillo

Pubblichiamo il testo della petizione per la liberazione di Dora Maria Tellez, leggendaria comandante della rivoluzione sandinista e oggi prigioniera del regime della coppia presidenziale Ortega-Murillo. Invitiamo tutte e tutti...

Si è tenuto a Lugano il presidio di solidarietà con le donne e il movimento di protesta in Iran

Oltre 200 persone hanno partecipato nel tardo pomeriggio di oggi al presidio di solidarietà con le donne iraniane e con il movimento di protesta che in questi giorni è sceso...

La crisi in Iran interpella…

Pubblichiamo la interpellanza presentata al governo cantonale dai parlamentari MPS sulla crisi in Iran e la repressione che colpisce le/i manifestanti. Ne approfittiamo per richiamare il presidio di solidarietà con...

Italia. Un risultato elettorale non sorprendente, ma comunque dirompente

Nelle elezioni italiane del 25 settembre, tutto come previsto. La destra ha vinto a mani basse, mentre il PD ha perso miserevolmente e la partecipazione al voto non riesce a...

Presidio di solidarietà con le donne e il movimento di protesta in Iran

Sabato 1° ottobre alle 16.30 in Piazza Indipendenza e a Lugano Il collettivo femminista Io l’8 ogni giorno invita tutte e tutti a un presidio di solidarietà con le donne...

Italia dopo il voto. I vecchi e i nuovi nemici della classe lavoratrice

Le fosche previsioni dei sondaggi elettorali delle scorse settimane sono state confermate appieno dal voto del 25 settembre che assegna la vittoria all’estrema destra di FdI, capofila largamente egemone della...

Il Brasile a una settimana dalle elezioni

Giusto a una settimana di distanza dalle elezioni italiane si svolgeranno, molto lontano da qui ma in un contesto altrettanto se non ancora più delicato ed importante, le elezioni brasiliane....

Ucraina. “No alla guerra di Putin!”

Dal giorno successivo al brutale intervento dell’esercito russo in Ucraina, la guerra ha assunto una dimensione che va oltre il luogo del conflitto, con il coinvolgimento crescente dell’Unione Europea e...

Iran. Blackout internet e massacri in corso. La rivolta e le donne

Riprendiamo dal sito dei compagni di www.rosarossaonline.it questa riflessione e l’intervista che segue dedicata alla rivolta contro il regime in Iran che vede le donne protagoniste. (Red) In queste ore...

Il colonialismo climatico

La ricetta è vecchia ed è già fallita, ma i grandi inquinatori non si stancano di usarla. Invece di ridurre le emissioni di gas che causano il caos climatico, pagano...

Undici false piste sul clima

Nei vari discorsi sul clima, ci sono un gran numero di luoghi comuni, ripetuti mille volte, che costituiscono vere e proprie false piste. Orientamenti che portano, intenzionalmente o meno, a...

Un commento a caldo sulla mobilitazione in Russia e i referendum nelle aree occupate

Una mobilitazione che richiederà tempo e che è più un segno dell’arroccamento su posizioni di difesa, che di contrattacco. Le incognite sulla reazione della popolazione russa e i motivi della...

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Per un referendum cantonale contro gli attacchi ai salari minimi cantonali

Omaggio a un «vero difensore degli oppressi»

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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