Categoria geografica: Internazionale

La radici della crisi bielorussa

La crisi politica scoppiata in Bielorussia a seguito della diffusione di risultati delle elezioni del 9 agosto 2020, che hanno assegnato per la sesta volta consecutiva la vittoria al presidente...

In Bielorussia, la sinistra sta combattendo per porre le esigenze sociali al centro delle proteste

Le proteste in Bielorussia sono state ampiamente dipinte come una “rivoluzione colorata” filo-occidentale o un “Minsk Maidan”, ignorando le ragioni più profonde del malcontento popolare nei confronti del presidente Alexander...

Solidarietà con la lotta del popolo bielorusso

Il 9 agosto le autorità di governo in Bielorussia pubblicano i risultati delle elezioni presidenziali che incoronano Alexandr Lukashenko per il sesto mandato consecutivo con l’80% dei suffragi. È la...

Non è l’Ucraina. Perché le proteste in Bielorussia sono un’altra cosa

Lo abbiamo scritto più volte negli ultimi giorni: dalla sera di domenica 9 agosto, quando si sono chiusi i seggi elettorali in tutta la Bielorussia, imperversano nel paese proteste, per...

Si scrive rivolta, si legge rivoluzione

L’esplosione del 4 agosto che ha causato più di 200 vittime e oltre 6000 feriti al porto di Beirut mostra, nei dati crudi della realtà, elementi fortemente simbolici.È l’intero Libano...

Non c’è nulla di misterioso nel disastro della sinistra italiana

Come spiegare il “disastro” della sinistra italiana? La questione ha assunto un aspetto ancor più particolare negli ultimi due anni da quando il paese ha conosciuto il governo “più a...

Autostrade: il nostro NO alla soluzione Public company

Pubblichiamo questo testo dei compagni di Sinistra Anticapitalista di Genova dedicato alle vicende (e soluzioni) della rete autostradale italiana. Esso è interessante, al di là del giudizio fortemente critico sull’esito...

Il conclave capitalista di Bruxelles

Non condividiamo le grida di gioia che hanno attraversato le forze politiche italiane, anche in alcune di sinistra, e segnatamente “Il Manifesto” per l’accordo raggiunto a livello europeo su Recovery...

Per il sionismo le vite degli ebrei hanno sempre avuto più valore

Il sionismo non è mai stato solo l’idea che “le vite degli ebrei siano importanti” – ha sempre privilegiato i coloni ebrei rispetto al popolo nativo. Basta chiederlo a Theodor...

Può l’impresa salvare il pianeta?

Tra le numerose “tribuna”, “carta bianca” e “opinioni” sul “giorno dopo” pubblicate durante la fase del contenimento, il testo intitolato “è necessario democratizzare l’impresa per risanare il pianeta“, promossa da...

Un sistema finanziario mondiale ultra-parassitario che beneficia di una totale protezione

In Europa, nel corso della pandemia, il sistema finanziario ha ricevuto scarsa attenzione da parte dei media. Solo a fine febbraio/inizio marzo il brusco calo dei mercati azionari ha conquistato...

Cuba: eroi del Coronavirus?

Abbondano sui cosiddetti social networks i messaggini entusiasti nel celebrare il “disinteressato spirito internazionalista del popolo e del governo cubani” che, al momento in cui Trump taglia i viveri all’OMS,...

Giugno-luglio 1960 l’antifascismo in blue jeans e magliette a strisce

Sessant’anni or sono la rivolta del luglio 1960 contro il governo e i fascisti del Movimento Sociale Italiano segnava un passaggio importante tra vecchio e nuovo antifascismo, tra la generazione...

La Cina dopo il Coronavirus. Tentativi di rilancio e difficoltà di attuazione

Il sopraggiungere della pandemia da coronavirus in Cina – al momento in fase di rilancio – ha determinato un vero e proprio shock economico e una caduta drastica di tutti...

Brasile. Quattro caratteristiche della situazione e un’opzione strategica

1. La pandemia non è sotto controllo Le politiche genocide del governo di Bolsonaro hanno fatto del Brasile l’epicentro di Covid-19 nel mondo, in testa al numero di morti giornaliere...

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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