Categoria geografica: Svizzera

Credit suisse, capitalismo e ambiente

La crisi di Credit Suisse non è una semplice crisi bancaria. È la dimostrazione, ormai sempre più ricorrente, di quanto profonde siano le contraddizioni del capitalismo e come esso le...

L’AVS e la «socialità mirata» dell’UDC 

I beneficiari di rendite AVS non avranno la compensazione integrale del rincaro reale del 2,8% (ma solo del 2,5% come deciso sulla base dell’indice misto). Niente di sorprendente visto l’andazzo...

Crisi bancaria. Socializziamo il settore del credito e opponiamoci alla creazione di nuovi colossali mostri finanziari!

Da domenica 19 marzo 2023 è chiaro che la banca svizzera Credit Suisse, in difficoltà, sarà rilevata dalla concorrente UBS. Questo nuovo colosso mostruoso, tuttavia, è nato solo perché ancora...

UBS acquista Credit Suisse in nome dell'”interesse generale”

Sotto la pressione di tutte le autorità di regolamentazione, UBS accetta di rilevare il suo rivale per 3 miliardi di franchi. Il governo svizzero fornisce una garanzia di 9 miliardi...

L’MPS chiede un intervento urgente del governo cantonale a difesa delle/dei salariate/i colpiti dalla crisi di Credit Suisse in Ticino

Il gruppo MPS in Gran Consiglio chiede, attraverso un’interrogazione urgente al Consiglio di Stato, la messa in atto di un intervento urgente (a più livelli) per contrastare le conseguenze sociali...

AET e decisioni del Consiglio federale sul ritorno delle aziende al “servizio universale”

Pubblichiamo il testo di un’interpellanza delle nostre e dei nostri deputate/i in Gran Consiglio che interrogano il governo sulle recenti decisioni del governo federale in materia di approvvigionamento energetico e...

Carbone, brillante commercio nero

Il carbone ha stimolato lo sviluppo del capitalismo nel XIX secolo. Di conseguenza, è intimamente legato a questo modo di produzione, alla crescita incontrollata e alla distruzione della natura e...

“Talenti” e salari, niente e così sia

Pubblichiamo l’intervento che Matteo Pronzini ha pronunciato nel corso della seduta di Gran Consiglio di Lunedì 13 novembre. In discussione tre mozioni (la prima presentata addirittura nel 2017) che affrontano...

Guerra, Svizzera e un po’ di Ticino

In Russia, minacciata (di nuovo) da un popolo neonazista alle sue frontiere (gli ucraini), ci si attrezza chiamando alla cassa anche i bambini, presumibilmente solo maschi. Il nuovo programma inserito...

Per i salari l’anno comincia in salita

Comincia veramente in salita l’anno per i salari (e le salariati e i salariati) di questo paese. Terminate ormai tutte le trattative salariali , il conto sull’handicap salariale con il...

Capitalismo svizzero e casse pensione

Il secondo pilastro si sta rivelando sempre più una costruzione errata. Le pensioni fondate sulla Legge sulla Previdenza professionale (LPP o secondo pilastro) sono in calo da anni e le...

Il mercato dell’elettricità

La nostra vita moderna è inconcepibile senza elettricità. Tutto ha bisogno di elettricità, dalle utenze più ovvie come gli smartphone e le lampade, alle stufe elettriche e ai minicomputer che...

Difesa della neutralità? Suvvia, siamo seri!

In queste ultime settimane ha ripreso vigore il tema della presunta neutralità che la Svizzera dovrebbe mantenere e che, in particolare di fronte al conflitto in Ucraina, non starebbe onorando....

Salari e pensioni perdono terreno

Finisce con un risultato complessivamente deludente la campagna per gli adeguamenti salariali dei salari con l’inizio del nuovo anno. Ancora una volta i salariati e le salariate passeranno alla cassa...

L’Altro Davos 2023. Solidarietà contro l’inflazione, la catastrofe climatica e la guerra

Venerdì 13 gennaio ( 19.00–21.30) / Sabato 14 gennaio ( 10.30 – 20.00) ZURIGO – Volkshaus (Stauffacherstrasse 60) La pandemia non è ancora stata superata e il mondo è già...

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A sinistra si discute su unità e cambiamento

La ricca Svizzera taglia nella formazione ma assicura i privilegi dei ricchi!

Come si spiega la sovrarappresentazione degli stranieri nella criminalità?

In poche parole

Bellinzona. Non resta che Lourdes

Il futuro di Bellinzona si fa sempre più nebuloso. I “successi” di cui il Municipio ama vantarsi non sembrano tradursi in un reale miglioramento del benessere dei cittadini, quella “qualità delle vita” di cui Bellinzona va fiera.
Prendiamo la crescita demografica degli ultimi anni, spesso presentata come un grande risultato. Peccato che, finora, più abitanti non abbiano portato né più gettito fiscale né una base imponibile più solida.
Nemmeno i commerci ne beneficiano: i negozi chiudono uno dopo l’altro e il centro perde attrattiva. Persino la presidente della Società dei commercianti ha deciso di abbassare la serranda del suo negozio in centro. Non proprio un segnale incoraggiante.
Intanto i “progetti strategici” si susseguono con regolarità, ma molti marciano sul posto da anni: dall’ospedale al quartiere Officina. Più che strategie di sviluppo, sembrano esercizi di pazienza.
Ora la città si aggrappa all’ennesima promessa: il progetto Fortezza, che dovrebbe fare dei castelli il motore del futuro cittadino. Ma è difficile immaginare che questo produrrà molto più di qualche turista in più — e anche sul famoso “indotto” è lecito dubitare.
Basta passare dalla stazione: frotte di pensionati scendono dai treni dalla Svizzera tedesca per una gita di giornata, con il sacco del picnic già pronto. Difficile pensare che da lì passerà lo sviluppo economico della città!
Che fare? A questo punto alla compagine municipale resta forse una sola strategia: Lourdes.

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Contro l'iniziativa UDC "No a una Svizzera a 10 milioni"

18 Maggio 2026
20:30
Bellinzona – casa del Popolo