Paese: Unione Europea

Nantes, desaparecido dopo la carica violenta della polizia

Nantes, Steve Maia Caniço è scomparso da dieci giorni, da quando la polizia ha caricato brutalmente la festa della musica. Polizia sempre più violenta in Francia. La polizia carica brutalmente...

Sea-Watch. Salvare vite, liberare Carola, fermare Salvini

Sea-Watch3, il coraggio della capitana Carola Rackete, lo squallore di Salvini, la faccia come il culo di Zingaretti, l’ambiguità M5S, l’urgenza di una mobilitazione. Sabato 29 giugno, i 40 migranti...

Besancenot: «Unità della sinistra? No, grazie. Abbiamo già dato»

Il portavoce dell’NPA Olivier Besancenot in una intervista a Pauline Gralle di Mediapart, propone di creare un “coordinamento permanente” che permetta alla sinistra sociale e politica di trovare la strada...

Cosa ha permesso la mobilitazione di Genova contro l’imbarco di armi per la guerra nello Yemen

In questi giorni a Genova si è sviluppata una importante mobilitazione contro l’annunciato arrivo in porto della nave saudita Bahri Yanbu, un ro-ro cargo utilizzato per trasportare armi e mezzi...

Vigila et castiga – Di insegnanti controllori e altri delatori

Ancora una volta, a pochi giorni da una tornata elettorale decisiva, nel dibattito politico entra la figura di una donna, un’insegnante e i limiti del suo mestiere. Capro espiatorio dei...

Stato spagnolo, la sconfitta della destra, i nuovi problemi a sinistra

di Brais Fernández* 1) Esiste un processo sul terreno della ricomposizione politica che non si misura solo in termini di voto: ritorna un popolo della sinistra immerso in una logica...

Spagna, luci e ombre di una vittoria socialista

di Cristiano Dan La vittoria del Partido Socialista Obrero Español (PSOE) nelle elezioni di ieri, 28 aprile, è netta e indiscutibile, e il titolo di queste prime e affrettate note...

Gilets jaunes cinque mesi dopo: insurrezione urbana, democrazia diffusa, contro-potere sociale

Le mobilitazioni francesi continuano ormai da cinque mesi. I momenti di scontro di piazza e la creazione di nuove forme di democrazia si combinano all’insegna della persistenza. Un’analisi approfondita e...

Indietro tutta, si torna al centrosinistra

Per l’occasione delle recenti primarie del Pd, l’uno Renzi si è fatto trino dissolvendosi in tre candidati. Il neoeletto segretario, Zingaretti, col 66% dei consensi, vanta una carriera nell’apparato di...

“Caro signor Macron, se ne deve andare”: lettera di un filosofo al Presidente francese

Per concludere in bellezza il grande dibattito nazionale, 65 “intellettuali” erano stati invitati all’Eliseo lunedì 18 marzo scorso dal Presidente stesso, proprio mentre il suo governo annunciava una serie di...

Dossier Gilet Gialli #3: una giornata di lotta importante

Gli atti dei gilet gialli proseguono sabato dopo sabato e il movimento non sembra attenuare la sua intensità. Recuperiamo qui però un articolo di Léon Crémieux di riflessione dopo lo...

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In poche parole

Il capo dell’esercito in cattedra a Lugano

In un’estate segnata dalla crisi climatica, dai tagli alla formazione, dall’aumento delle tasse di USI e Supsi e dalla pressione borghese per finanziare con l’IVA la 13a AVS e la spesa militare, Benedikt Roos, comandante di corpo dell’esercito svizzero, è sceso a Lugano.
Obiettivo: rassicurare l’economia ticinese sul fatto che l’esercito continuerà a fungere da «pompa finanziaria» per settori produttivi, dopo il forte rilancio della spesa militare deciso a Berna. Roos ha inoltre rassicurato il fronte reazionario: l’esercito continuerà ad alimentare la narrazione dei pericoli «da fuori» e della «minaccia esterna». Tutto propellente per chi costruisce il proprio progetto politico sulle derive securitarie.
Il nesso con la crisi climatica e i tagli alla spesa sociale è evidente: il riarmo viene finanziato riducendo la spesa pubblica e gli interventi a difesa dell’ambiente, e con l’aumento dell’IVA, la tassa più antisociale.
Roos ha riassunto la visione dominante: «La sicurezza è la base per molte cose. […] Se questa base è minacciata, ritengo giusto dare la priorità alla sicurezza» (così ha riassunto la RSI).
Tradotto: in futuro sempre più soldi all’esercito e meno ai bisogni sociali. E chi se ne frega se la minaccia più grave è la crisi climatica, provocata non da regimi stranieri minacciosi ma dal sistema capitalista.

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