Tema: Economia

La crisi che uccide il lavoro

I dati globali dell’Organizzazione internazionale del lavoro: 50 milioni di posti di lavoro persi dall’inizio della crisi, riduzione dei diritti, aumento della precarietà. Ma aumenta anche il malcontento e la...

L’illusione degli eurobond

Al vertice europeo del 23 maggio, François Hollande ha messo al primo posto le euro-obbligazioni scontrandosi con l’opposizione di Angela Merkel. Anzitutto qualche precisazione di vocabolario. Per euro-obbligazioni (o eurobonds...

Soluzioni radicali contro il capitale

Se ci si ferma un attimo ad osservare la profondità della crisi sociale che investe l’Europa, ci si rende immediatamente conto come il tratto caratteristico fondamentale sia la rimessa in...

Crisi economica: cause e conseguenze sociali

Il 4-6 maggio 2012 i giovani del MPS/BFS organizzano un fine settimana di discussioni a Rodi (Ticino). In questa occasione, i partecipanti delle tre regioni linguistiche del paese dibatteranno insieme...

USA e UE: l’illusione di un’alternativa tra Keynesiani e neoclassici

Ultimamente è in corso un dibattito tra economisti ortodossi appartenenti alle correnti keynesiane e neoclassiche che può spiegare come gli Stati Uniti e l’Unione europea (UE) affrontano la crisi. Gli...

Neoliberalismo e fine della riduzione del tempo di lavoro

Durante le crisi precedenti, ridurre il tempo di lavoro era considerato una misura per combattere l’aumento della disoccupazione, caratteristica maggiore anche di questa crisi economica – nata nel 2007. Tuttavia...

Dietro la fiducia dei potenti

Tra i potenti del mondo riuniti a Davos lo scorso fine settimana c’era quello che il giornale economico Les Echos del 30 gennaio ha definito un barlume di speranza. Da...

Le multinazionali del mare

  Pubblichiamo qui di seguito una riflessione di Sergio Bologna sul naufragio della Costa Concordia. Sergio Bologna ha insegnato Storia del Movimento operaio e della società industriale in diversi atenei...

Marx e la finanza: un invito alla lettura

La cosiddetta “crisi del debito pubblico” e quella di numerose banche della zona euro attualizzano quei capitoli de “Il Capitale” di Marx che indicano come il debito pubblico sia un...

Sempre più precario il mondo del lavoro

È passata quasi inosservata la pubblicazione, poche settimane fa, di  un piccolo fascicolo da parte dell’Ufficio federale di statistica (UST) dedicato alla “Qualità dell’impiego in Svizzera”. Attraverso una selezione di...

I soldi ci sono!

Pubblichiamo qui di seguito l’editoriale di Solidarietà nro 22 del 1° dicembre 2011 .

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Europa, un accordo contro i popoli

Nell’accordo concluso al vertice europeo vi è, prima di tutto, la cancellazione di una parte del debito greco. I governi hanno dovuto, alla fine, arrendersi all’evidenza: il paese è ormai...

I padroni del debito

I crediti del debito pubblico sono nelle mani dei fortunati detentori dei titoli del Tesoro pubblico.

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Un accordo inaccettabile

L’accordo intervenuto all’alba del 27 ottobre 2011 non porta alcuna soluzione alla crisi della zona euro, sia sul piano della crisi bancaria che su quello del debito sovrano o dell’euro....

Capitalismo indegno!

È sicuramente  un fatto nuovo ed eccezionale il cosiddetto movimento degli indignati che lo scorso 15 ottobre ha mobilitato in centinaia e centinaia di città di tutto il mondo almeno...

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PSE e nuovo stadio. Cosa ci sarà mai da festeggiare…

Russia. I costi dell’invasione dell’Ucraina non possono più essere tenuti lontano da tutti i russi

Italia. Dopo i fatti di Modena, qualche dato oggettivo

In poche parole

Della serie: il settore della moda tiene…

Non sono passate 24 ore da quando Marina Masoni, presidente di quel guscio vuoto che è TicinoModa, ci ha assicurato sulle magnifiche sorti e progressive della Fashion Valley ticinese, ed ecco annunciata la soppressione dei 60 posti di lavoro della Auriel Investment Sa di Paradiso.
Interessante, perché questa azienda, come la stragrande maggioranza di quelle che compongono il settore in Ticino, non è un’azienda produttiva nel senso tradizionale del termine, né un fiore all’occhiello di un settore industriale d’avvenire. È invece un’azienda sostanzialmente commerciale (i lavoratori licenziati sono “tutti attivi nel settore amministrativo”).
Il nuovo fondo – americano, naturalmente – che rileverà il marchio Roberto Cavalli affiderà inoltre a The Level Group, società di e-commerce con sede a Milano, la “gestione delle operazioni nei canali e-commerce, wholesale e retail”.
Nulla di nuovo: la Fashion Valley ticinese continua a essere quella del modello Gucci e Kering. Cosa costoro abbiano lasciato in Ticino è sotto gli occhi di tutti (a cominciare dalle mastodontiche infrastrutture). Quello che invece si sono portati via – in particolare sotto forma di sgravi e aggiramenti fiscali – è nelle carte delle diverse condanne subite in Italia e in Francia.
Cose che il governo di questo Cantone continua a ignorare.

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