Tema: Sanità

Pronto soccorso, un tardivo risveglio

L’apertura di un pronto soccorso (PS) privato alla clinica St. Anna, annunciata dal gruppo SMN, è percepita con forte preoccupazione: alcuni la vedono come una mossa per guadagnare vantaggi nella...

Perché No a EFAS

Il prossimo 24 novembre saremo chiamati a votare su EFAS, acronimo di una riforma della LAMal che vuole modificare il sistema di finanziamento pubblico delle cure.Una riforma che, tuttavia, non...

Il dibattito EFAS in Ticino (partiti, Parlamento, governo)

Pochi giorni fa, in relazione al futuro delle finanze cantonali partendo dalla discussione sul Preventivo 2025, Bixio Caprara, capogruppo del PLRT e presidente della commissione della gestione, affermava, tra le...

Reti di cura ed EFAS: verso il dominio delle casse malati sul sistema sanitario

Con un tempismo perfetto e significativo, il gruppo Swiss Medical Network (già padrone  della clinica Ars Medica di Gravesano, della clinica Sant’Anna di Sorengo e del Centro medico Blenio) ha...

Parte la nostra campagna contro EFAS

È partita oggi, con una conferenza stampa a Bellinzona, la campagna dell’MPS contro la riforma denominata EFAS dell’Assicurazione malattia LAMal. La riforma prevede l’introduzione di un finanziamento uniforme delle cure...

Con EFAS, una “nuova dimensione” per le cure integrate. Come gli assicuratori modelleranno il ricorso alle cure spinti dal solo obiettivo finanziario

Il 26 settembre è stato annunciato un nuovo aumento dei premi delle di cassa malati pari a quasi il 6% a livello nazionale [10,5% per il Ticino]. In tre anni,...

Il dibattito sulla riforma EFAS in Ticino

Nel momento in cui comincia la campagna per la votazione del prossimo 24 novembre sulla riforma della LAMal – conosciuta con l’acronimo EFAS – val la pena ricordare il dibattito...

Due atti parlamentari MPS per una moratoria sui premi di cassa malati

Come si ricorderà, prendendo posizione sull’aumento dei premi di cassa malati la settimana scorsa, l’MPS chiedeva al ” Consiglio Federale un intervento d’urgenza che decreti una moratoria di tre anni...

Premi cassa malati. Cambiare rotta, e subito!

Cominciamo con un grafico che riporta l’evoluzione, nel corso degli ultimi 25 anni, di due elementi: i salari reali pagati in Svizzera e i premi di cassa malati per l’assicurazione...

Basta con queste stangate, per una moratoria di tre anni sui premi di cassa malati!

Dopo gli aumenti degli scorsi anni (l’aumento medio è stato del 9,2% nel 2023 (+5,4% a livello nazionale) e del 10,5% (+8,7%) nel 2024, assistiamo oggi all’annuncio di un ulteriore...

EFAS o cure infermieristiche forti? È questa l’alternativa!

Il controsenso del progetto EFAS (finanziamento uniforme delle cure – rinviamo all’articolo apparso sul nostro sito il 23 agosto), sul quale saremo chiamati a votare il prossimo 24 novembre, è...

EFAS, chi mente?

Il 24 novembre voteremo su una riforma della LAMal denominata EFAS. Essa regola i flussi finanziari per il rimborso delle cure nei tre principali settori della sanità coperti dall’assicurazione malattia:...

Il 24 Novembre, NO a EFAS. Un progetto che vuole rafforzare il settore privato, con un sistema sanitario dominato dai meccanismi di mercato e dagli assicuratori privati

Il 24 novembre, la proposta di finanziamento uniforme dei servizi ambulatoriali e stazionari (EFAS, secondo l’acronimo tedesco) sarà sottoposta a votazione, a seguito di un referendum lanciato dal Sindacato dei...

Vicenda Eolo Alberti…ovvero la partitocrazia incurante

Siamo alle solite, verrebbe da dire. La partitocrazia tira sempre dritta di fronte alle obiezioni. E così, poco meno di un anno fa, la maggioranza in Gran Consiglio aveva respinto...

Dopo il voto del 9 giugno sull’assicurazione malattia. Che fare?

Dopo il fallimento dell’iniziativa per la fissazione di un tetto massimo ai premi dell’assicurazione malattia, ci stiamo avviando verso una ripetizione della stessa situazione? Oppure riusciremo ad avviare una mobilitazione...

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In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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