Categoria geografica: Internazionale

Grecia: non è tutta colpa solo del manifesto…

Una “scommessa per tutta l’Europa”, conclude l’intervista di Teodoro Synghellakis a Nikos Filis, ex direttore del quotidiano di partito Avghì, e oggi capogruppo di Syriza in parlamento. Un’intervista piena di...

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Governo, altri tagli alla sanità e via il diritto di sciopero

Dopo aver dedicato ampio spazio alla crisi greca, da qualche giorno i media hanno cominciato a dedicarsi alle cose di casa nostra con lo scopo di preparare l’opinione pubblica ai...

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Grecia. Syriza in mezzo al guado

Lunedì 27 luglio 2015 si è tenuto ad Atene un meeting convocato per l’occasione dei cinque anni di vita del sito Iskra. Oltre 2.000 partecipanti si sono riuniti in uno...

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L’Europa in crisi e la Grecia viste da LIMES

Un denso fascicolo di Limes fa il punto sulla crisi dell’Europa di fronte alla Grecia, con alcuni articoli utili e una pesante lacuna: quasi tutti gli articoli di autori greci...

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Portorico, la “Grecia” americana

Mentre tutto il mondo concentrava l’attenzione sullo spettacolo offerto dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Commissione Europea e dalla Banca Centrale Europea (la “trojka”) mentre schiacciavano il popolo greco, ci sono...

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Il patto militare Grecia-Israele

Quando in Gre­cia Tsi­pras è andato al governo, in Israele è suo­nato l’allarme: Syriza, soste­ni­trice della causa pale­sti­nese, chie­deva di porre fine alla coo­pe­ra­zione mili­tare della Gre­cia con Israele. Di...

2015-7-19 kammenos-yaalon
La crisi greca e il melodramma della sinistra italiana

Quello che sta accadendo in Grecia in queste settimane è un passaggio storico cruciale per lo sviluppo della lotta di classe in Europa ed avrà conseguenze drammatiche sulla vita dei...

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FactCheck:Hellas

Pubblichiamo qui di seguito il 4° numero del giornale FactCheck:Hellas (FCH) (cliccare qui). Pubblicato per la prima volta nell’aprile 2015 in Germania con lo scopo di sviluppare e rinforzare la...

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La “buona dracma”? Piccolo contributo al dibattito sulla Grecia

La resa del governo Tsipras di fronte ai diktat della troika è una sconfitta dolorosa per tutti i partigiani di un’alternativa all’austerità neoliberista in Europa.

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Lettera aperta a Yanis Varoufakis. Il piano B è la democrazia

Caro Yanis Varoufakis, Per cinque mesi, lei ha incarnato la speranza di tanti cittadini europei. ha consentito che spirasse una ventata di rigore intellettuale e di franchezza nella cerchia dei...

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La vera colpa di Yanis Varoufakis

Non si ferma l’aggressione mediatica all’ex ministro dell’economia, che continua ad essere considerato un pericolo nonostante il suo cedimento alle pressioni di Tsipras.

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Milios: Credevano di poter governare come prima della crisi

Mercoledì 22 luglio, una parte dell’accordo imposto dalle istituzioni ed accettato da Alexis Tsipras – decidere la sua adozione è, sul piano politico, un test il cui carattere non può...

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La via della saggezza? Uscita dall’euro e cambiamento sociale

Una capitolazione disastrosa Il governo Syriza ha appena firmato un nuovo accordo di salvataggio. È un pessimo accordo, per ragioni evidenti che esporrò. In primo luogo questo accordo è recessivo....

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Zoe: no al ricatto e alla minaccia

Questa lettera di Zoe Konstantopoulos, Presidente del Parlamento greco, al Presidente della Repubblica e al Primo ministro è un documento che rivela una volontà di lotta senza esitazioni o arretramenti....

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Tsipras o la dissoluzione della politica

Votando per un nuovo memorandum, il governo e la maggioranza del gruppo parlamentare di Syriza non hanno semplicemente detto arrivederci alla politica di sinistra, ma alla politica stessa. Facendo questa...

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Francia, le/gli anticapitaliste/i verso le presidenziali

Il caldo non è più un rischio climatico futuro. È già qui

Il governo cavalca l’onda antistranieri, UDC e Lega (uniti o divisi) ringraziano

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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