Categoria geografica: Svizzera

Carbone, brillante commercio nero

Il carbone ha stimolato lo sviluppo del capitalismo nel XIX secolo. Di conseguenza, è intimamente legato a questo modo di produzione, alla crescita incontrollata e alla distruzione della natura e...

“Talenti” e salari, niente e così sia

Pubblichiamo l’intervento che Matteo Pronzini ha pronunciato nel corso della seduta di Gran Consiglio di Lunedì 13 novembre. In discussione tre mozioni (la prima presentata addirittura nel 2017) che affrontano...

Guerra, Svizzera e un po’ di Ticino

In Russia, minacciata (di nuovo) da un popolo neonazista alle sue frontiere (gli ucraini), ci si attrezza chiamando alla cassa anche i bambini, presumibilmente solo maschi. Il nuovo programma inserito...

Per i salari l’anno comincia in salita

Comincia veramente in salita l’anno per i salari (e le salariati e i salariati) di questo paese. Terminate ormai tutte le trattative salariali , il conto sull’handicap salariale con il...

Capitalismo svizzero e casse pensione

Il secondo pilastro si sta rivelando sempre più una costruzione errata. Le pensioni fondate sulla Legge sulla Previdenza professionale (LPP o secondo pilastro) sono in calo da anni e le...

Il mercato dell’elettricità

La nostra vita moderna è inconcepibile senza elettricità. Tutto ha bisogno di elettricità, dalle utenze più ovvie come gli smartphone e le lampade, alle stufe elettriche e ai minicomputer che...

Difesa della neutralità? Suvvia, siamo seri!

In queste ultime settimane ha ripreso vigore il tema della presunta neutralità che la Svizzera dovrebbe mantenere e che, in particolare di fronte al conflitto in Ucraina, non starebbe onorando....

Salari e pensioni perdono terreno

Finisce con un risultato complessivamente deludente la campagna per gli adeguamenti salariali dei salari con l’inizio del nuovo anno. Ancora una volta i salariati e le salariate passeranno alla cassa...

L’Altro Davos 2023. Solidarietà contro l’inflazione, la catastrofe climatica e la guerra

Venerdì 13 gennaio ( 19.00–21.30) / Sabato 14 gennaio ( 10.30 – 20.00) ZURIGO – Volkshaus (Stauffacherstrasse 60) La pandemia non è ancora stata superata e il mondo è già...

Malgrado il rinnovo del contratto, piange il piatto degli edili

Avevamo spiegato in un recente contributo (Quale rinnovo contrattuale per gli edili? * MPS – Movimento per il socialismo (mps-ti.ch)) per quale ragione i rapporti di forza messi in campo...

Contro il capitalismo delle catastrofi

Pubblichiamo un testo elaborato dall’MPS a livello nazionale sui temi più urgenti oggi in discussione. (Red) L’ordine capitalistico neoliberale è impantanato in una crisi sociale, ecologica ed economica globale e...

Guerra, ambiente e commercio di materie prime: affari e solo affari

Dallo scorso 24 febbraio, data dell’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito di Putin, non passa giorno senza che il tema del commercio delle materie prime non appaia nei media. Questa...

Quale rinnovo contrattuale per gli edili?

Si è concluso con la manifestazione di Zurigo davanti alla sede degli impresari costruttori il tour di mobilitazione dei lavoratori edili per il rinnovo del Contratto Nazionale Mantello (CNM) dell’edilizia....

Guerra, sanzioni e neutralità

“Bisogna ammettere che ci sono alcune difficoltà nel mettere in atto queste sanzioni”. Lo stiamo denunciando fin dall’inizio!Dopo numerose critiche sulla reale volontà delle autorità svizzere di applicare rigorosamente le...

TPG Ginevra. Sciopero, e il carovita è conquistato!

Le prossime settimane, i prossimi mesi, saranno molto importanti per il futuro della mobilitazioni di cui parliamo in questo numero del giornale, in particolare per quella contro il taglio delle...

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Lugano. Diverse centinaia per dire no al suprematismo sionista, al razzismo e al genocidio dei Palestinesi

Bolivia, lo storico movimento sociale del maggio-giugno 2026

Morte della donna coinvolta nella vicenda degli audio Zali: necessità di fare piena luce sui procedimenti precedenti e su eventuali omissioni istituzionali

In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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