Categoria geografica: Svizzera

Una petizione per porre fine alla precarietà nel settore accademico svizzero e negli istituti di ricerca

Pubblichiamo il testo con il quale diverse associazioni annunciato il lancio di una petizione nazionale per porre fine alla precarietà nel settore della ricerca (universitaria e non). Sosteniamo questa petizione...

Costi sanitari. Ovvero quando la “scienza economica” sostiene Alain Berset

“La sovramedicalizzazione, piaga del sistema (sanitario)”: il quotidiano Le Temps (8.9.2020) cura i suoi titoli ad affetto. È pur vero che scrive con “il sostegno del partner (Santé Suisse)”, l’associazione...

Tre buone ragioni per sostenere il referendum contro la nuova legge sul CO2

Nella sua ultima sessione, il Parlamento nazionale ha adottato la nuova legge sul CO2. Tutti i partiti l’hanno sostenuta, tranne l’UDC. Venerdì 2 ottobre il Movimento dello sciopero per il...

Ha perso l’UDC, hanno vinto i padroni (che è la stessa cosa…)

Non vi sono dubbi che sulla propria iniziativa per un’immigrazione controllata l’UDC abbia perso. E questa è senza dubbio una buona notizia. In particolare poiché, dietro le giustificazioni a sostegno...

Aerei da combattimento. Andare oltre la rabbia di un giorno…

Che rabbia, il risultato di domenica sugli aerei! Una rabbia esasperata dal fatto che, dopo una successione di sondaggi di malaugurio, d’un colpo, la vittoria sembrava a portata di mano....

Zurigo. Le lavoratrici e i lavoratori della cura dell’infanzia in piazza per migliori condizioni di lavoro

Alle operatrici e agli operatori del settore della cura dell’infanzia* è stata assegnata, fin dall’inizio della pandemia Covid 19, una “rilevanza sistemica”. Tuttavia, nulla è cambiato nelle loro condizioni di...

Il lavoro, la fabbrica, la città

È uscito recentemente, presso le edizioni Casagrande, il libro Il lavoro, la fabbrica, la città curato da Mattia Pelli (storico del lavoro e delle migrazioni e giornalista) che raccoglie gli...

Il dumping è un problema vero, ma all’UDC non importa nulla dei nostri salari! Alcune buone ragioni per dire NO alla sua iniziativa

di Angelica Lepori, Simona Arigoni, Christian Marazzi, Ivan Cozzaglio, Françoise Gehring, Seo Arigoni, Mauro Beretta, Monica Soldini, Matteo Pronzini, Giuseppe Sergi, Gerry Beretta Piccoli, Bruna Bernasconi, Martino Colombo, Alessia Di...

Pensare a future attività socialmente utili

L’aumento della disoccupazione e dei licenziamenti solleva interrogativi sul futuro del lavoro in alcuni settori economici. Al di là delle rivendicazioni tradizionali (piano sociale, indennità di disoccupazione, etc.) si pone...

NO ai nuovi aerei! NO all’esercito!

Il prossimo 27 settembre la popolazione sarà chiamata a pronunciarsi sull’acquisto dei nuovi aerei da combattimento. Ma in ballo non ci sono solo i 6 miliardi che serviranno per comprare...

Sistema sanitario: Berset stringe ulteriormente il corsetto finanziario

Il 19 agosto 2020 il consigliere federale (Partito socialista) Alain Berset ha presentato un nuovo pacchetto di misure per “frenare l’incremento dei costi della salute” [1]. 1] Il mitico e...

Berna – Ticino, il solito teatrino della politica

Quante volte abbiamo assistito, nell’ambito delle discussioni su questioni politiche di fondo, a perentorie dichiarazioni del tipo “È Berna che vuole così…”, “È una legge federale che lo stabilisce…”, etc....

Nuovi aerei da combattimento: essere all’altezza della sfida

Sei miliardi per comprarli ed altri diciotto per farli funzionare: è la spesa che governo e parlamento, partiti borghesi e associazioni padronali, Stato maggiore e società patriottiche ci invitano ad...

Una risposta anticapitalista e internazionalista alla crisi del Covid-19 e alla prossima depressione economica

Pubblichiamo un appello nazionale comune di MPS e SolidaritéS reso pubblico proprio in questi giorni. MPS e SolidaritéS (la più importante forza politica della sinistra radicale in Svizzera romanda) hanno...

Per un’uscita femminista dal Covid-19*

I. PRESA DI POSIZIONE: il mondo che vogliamo adesso! Di fronte alla pandemia del COVID-19, le donne* hanno già dimostrato nei fatti che sono le garanti della sopravvivenza della popolazione....

Ultimi articoli

Francia. I vandali sono loro

Remunerazioni e gestione delle aziende energetiche di proprietà pubblica: quali garanzie per l’interesse pubblico?

Svizzera. Premi dell’assicurazione malattia: ricostruire dati e fatti. Per un sistema sanitario organizzato e gestito come un servizio pubblico

In poche parole

Il capitalismo compassionevole in salsa ticinese

Nulla da eccepire sul diritto di chi decide di donare la propria 13ª AVS. È la cornice politica costruita attorno a questa iniziativa a essere tutt’altro che innocente. I protagonisti, la loro collocazione politica e sociale, lo confermano.
Perché quando si dice che la 13ª AVS è «inutile» per chi sta bene, che sono i giovani a mantenerla e che sarebbe dunque bello «restituire» loro qualcosa, si compie un’operazione precisa: si trasforma un diritto sociale in una concessione di cui i più fortunati dovrebbero quasi sentirsi in colpa.
È il capitalismo compassionevole in salsa ticinese: meno solidarietà organizzata e più beneficenza privata. Lo Stato faccia quel che può, mentre chi ha qualcosa in più dimostri la propria sensibilità mettendo mano al portafoglio. Peccato che la solidarietà sociale abbia un principio molto diverso: non è una questione di bontà individuale, ma di responsabilità collettiva.
L’AVS non è un’associazione benefica. E la 13ª AVS non è un regalo che si può giudicare utile o inutile a seconda del reddito di chi la riceve. È parte di un sistema nel quale tutti contribuiscono e tutti, secondo le regole stabilite collettivamente, ricevono una prestazione. È precisamente questa universalità a impedire che la protezione sociale diventi una faccenda di carità.
Aiutare i giovani? Certamente. Ma perché contrapporli ai pensionati? Perché raccontare che ciò che arriva a una generazione debba essere «restituito» all’altra? È proprio questa retorica a essere pericolosa: trasforma la solidarietà fra generazioni in una partita a somma zero, anziché riconoscerle come parti dello stesso patto sociale.
E il paradosso è che tutto questo viene venduto come un «patto generazionale». Ma un patto fondato sui diritti e sui contributi di tutti non ha bisogno della beneficenza dei ricchi per funzionare.
Prima si mette in discussione la solidarietà universale. Poi la si sostituisce simbolicamente con la generosità volontaria. Infine si fa passare la beneficenza per la forma più autentica della solidarietà.
No: la beneficenza è una scelta privata. La solidarietà sociale è un principio politico. Confonderle non è un dettaglio semantico. È un modo, elegante e rassicurante, per continuare a demolire l’idea stessa di Stato sociale.

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