Categoria geografica: Svizzera

Donne in AVS: ma facciamo un po’ di conti

di Giuseppe Sergi* Esprimendosi, pochi giorni fa, su un quotidiano romando, la consigliera nazionale Marina Carobbio sosteneva che bisogna sostenere il «compromesso» allestito dal Consiglio degli Stati (quello che prevede...

“Esplosione” dei costi della salute: far paura per fare male!

di Benoit Blanc Rieccoci: è ripartita alla grande la campagna che annuncia lo tsunami dei costi della salute, pronto a devastare l’economia svizzera e il budget delle famiglie. Da un...

Mettere il nostro futuro nelle mani di Ermotti?

di Lucio Finzi Imprenditoriale, competitivo, interconnesso, digitale, sostenibile: basterebbe ricordare questi cinque aggettivi che accompagnano il termine Ticino nei cinque capitoli del documento finale del Tavolo di lavoro sull’economia ticinese...

L’AIM non si tocca!

a cura della redazione Il Movimento per il socialismo (MPS) prende atto con viva soddisfazione del risultato del referendum di Mendrisio con il quale una chiara maggioranza della popolazione ha...

NO a Previdenza vecchiaia 2020

di Sofia Ferrari Dopo un lungo dibattito, alla fine il Parlamento federale ha adottato la cosiddetta riforma previdenza vecchiaia 2020 (PV2020), presentata quasi due anni fa dal consigliere federale Berset...

Riforma III: ancora confusione sulle cifre?

Il dibattito attorno alla Riforma III fiscalità delle imprese risulta sfalsato dal fatto che i comuni cittadini, ma anche la maggior parte dei politici, non sanno quali siano le imprese...

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Riforma III: specchietti per le allodole e cifre fantasiose per giustificare sgravi fiscali alle aziende

Cifre fantasiose, proposte fumose e nessuna misura concreta per giustificare regali fiscali alle imprese e ai ricchi che creeranno buchi di milioni nelle casse pubbliche a scapito dei salariati con...

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“Strong” o “light”, parole al vento! Penoso dibattito sul 9 febbraio

Si sono concluse con la vittoria di quella che è stata chiamata la soluzione “light” le discussioni al Parlamento federale sulle misure per concretizzare l’iniziativa dell’UDC approvata ormai quasi tre...

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Nucleare e liberalizzazione del mercato elettrico

L’industria nucleare civile è frequentemente animata dalla controversia che verte sui suoi rischi e, regolarmente, attraversata da notizie apparentemente contraddittorie. Alcuni l’abbandonano, mentre altri si lanciano nella costruzione di nuove...

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Zurigo, mobilitazione contro i tagli

Il Governo del Cantone di Zurigo cerca ancora una volta di imporre un programma di smantellamento sociale di oltre 1,8 miliardi di franchi da qui al 2019. Attraverso 125 misure...

aaazurich
Premi cassa malati: ipotesi per un modello alternativo

La roulette dei premi di cassa malati è ripartita. Le assicurazioni indicano degli aumenti tra il 4% e il 5% per il 2017, con una conseguente diminuzione del potere d’acquisto...

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AVSplus. Più per chi? E meno per chi? E perché?

Tutto il sistema pensionistico dovrebbe garantire, per la grande maggioranza dei salariati, il mantenimento del tenore di vita dopo decenni di lavoro. Oggi questo non avviene. Inoltre, un sistema pensionistico...

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AET: il popolo deve potersi esprimere

Il Movimento per il socialismo (MPS) esprime la sua più ferma preoccupazione per le decisioni adottate dal Gran Consiglio sulla gestione dell’Azienda Elettrica Ticinese (AET), attraverso la revisione della relativa...

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Reddito di cittadinanza…o nuova etichetta della precarietà?

In giugno voteremo sull’iniziativa popolare “Per un reddito di base incondizionato”. Gli elettori svizzeri voteranno sulla proposta di introdurre un un reddito di cittadinanza, per “permettere ad ognuno di lavorare...

Riforma AVS-LPP: per 70 danari traditi i pensionati

Nelle scorse settimane la riforma della previdenza (AVS e secondo pilastro) proposta dal ministro social-liberale Berset per conto del consiglio Federale è arrivata (ed è stata approvata) al Consiglio degli...

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Le ragioni opposte di un No all’IVA

In poche parole

Il capitalismo compassionevole in salsa ticinese

Nulla da eccepire sul diritto di chi decide di donare la propria 13ª AVS. È la cornice politica costruita attorno a questa iniziativa a essere tutt’altro che innocente. I protagonisti, la loro collocazione politica e sociale, lo confermano.
Perché quando si dice che la 13ª AVS è «inutile» per chi sta bene, che sono i giovani a mantenerla e che sarebbe dunque bello «restituire» loro qualcosa, si compie un’operazione precisa: si trasforma un diritto sociale in una concessione di cui i più fortunati dovrebbero quasi sentirsi in colpa.
È il capitalismo compassionevole in salsa ticinese: meno solidarietà organizzata e più beneficenza privata. Lo Stato faccia quel che può, mentre chi ha qualcosa in più dimostri la propria sensibilità mettendo mano al portafoglio. Peccato che la solidarietà sociale abbia un principio molto diverso: non è una questione di bontà individuale, ma di responsabilità collettiva.
L’AVS non è un’associazione benefica. E la 13ª AVS non è un regalo che si può giudicare utile o inutile a seconda del reddito di chi la riceve. È parte di un sistema nel quale tutti contribuiscono e tutti, secondo le regole stabilite collettivamente, ricevono una prestazione. È precisamente questa universalità a impedire che la protezione sociale diventi una faccenda di carità.
Aiutare i giovani? Certamente. Ma perché contrapporli ai pensionati? Perché raccontare che ciò che arriva a una generazione debba essere «restituito» all’altra? È proprio questa retorica a essere pericolosa: trasforma la solidarietà fra generazioni in una partita a somma zero, anziché riconoscerle come parti dello stesso patto sociale.
E il paradosso è che tutto questo viene venduto come un «patto generazionale». Ma un patto fondato sui diritti e sui contributi di tutti non ha bisogno della beneficenza dei ricchi per funzionare.
Prima si mette in discussione la solidarietà universale. Poi la si sostituisce simbolicamente con la generosità volontaria. Infine si fa passare la beneficenza per la forma più autentica della solidarietà.
No: la beneficenza è una scelta privata. La solidarietà sociale è un principio politico. Confonderle non è un dettaglio semantico. È un modo, elegante e rassicurante, per continuare a demolire l’idea stessa di Stato sociale.

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