Paese: Francia

Francia. I padroni tifano Bardella

Il giorno successivo il primo turno delle elezioni legislative, la borsa parigina  ha registrato un forte aumento delle quotazioni. Tra le maggiori, quelle di tre banche: Société Générale, Crédit Agricole...

Francia. Far fronte al pericolo maggiore

Qualunque sia l’assurdo scenario che Emmanuel Macron abbia architettato annunciando lo scioglimento dell’Assemblea Nazionale la sera stessa delle elezioni europee, esso avrà avuto l’effetto concreto di stendere un tappeto rosso...

Francia. La festosa marcia parigina dell’orgoglio LGBTQIA+ non dimentica il “pericolo del RN”.

Migliaia di persone hanno marciato contro la transfobia al Paris Pride di sabato. Alla vigilia delle elezioni legislative, ci hanno anche ricordato il pericolo per le persone LGBTQIA+ di fronte...

L’eterno ritorno del passaggio dalla destra all’estrema destra

Come negli anni Venti e Trenta, è la destra, spaventata dalle conseguenze dei propri fallimenti, ad aprire le porte del potere all’estrema destra. L’ordine sociale ed economico ha la precedenza...

Francia. “Fronte popolare”, una categoria politica viva

L’appello a costruire un “Nuovo Fronte Popolare” ha trovato un’ampia risposta nella sinistra in lotta, di fronte a un’estrema destra in ascesa e a una Macronie morente. Laurent Lévy analizza...

Francia. Ultima stazione prima del macello?… Dieci anni dopo

2002, il terremoto con Jean-Marie Le Pen qualificato al 2° turno delle elezioni presidenziali. Da allora, le scosse di assestamento hanno continuato ad essere sempre più forti. Nel giugno 2024,...

Francia. Considerazioni sul risultato elettorale

I risultati del primo turno delle legislative francesi ormai sono noti. In ogni caso li riassumiamo qui sotto.  Questi terribili risultati sono la testimonianza formale e politica della diffusione in...

Una vittoria dell’estrema destra sarebbe una grave sconfitta per il nostro campo sociale

Nel settembre del 2018 (cioè quasi sei anni fa) Ugo Palheta, sociologo, condirettore della rivista Contretemps e conduttore del podcast “Minuit dans le siècle” pubblicava un interessante libro dal titolo...

Una sinistra unita e militante per non far vincere l’estrema destra

Pubblichiamo la presa di posizione dei nostri compagni del NPA-L’Anticapitaliste in merito ai risultati del primo turno delle elezioni legislative francesi. L’NPA-L’Anticapitaliste chiede a tutte le organizzazioni di sinistra di...

La possibile controtendenza che indica la Francia

Credo di non essere stato il solo a considerare le più che evidenti differenze tra quel che è accaduto in Italia e quel che sta accadendo in Francia. Entrambi i...

Il programma del Nouveau front populaire, un’alternativa al macronismo

Presentato il 14 giugno, il programma economico dell’alleanza di sinistra è un classico programma socialdemocratico: pone l’accento sul ruolo dello Stato, sulla lotta contro le disuguaglianze e sullo smantellamento delle...

Contro l’estrema destra e Macron, unità nelle piazze e alle urne!

L’annuncio di Macron di sciogliere l’Assemblea nazionale è un terremoto, mentre l’estrema destra ha appena ottenuto una vittoria schiacciante alle elezioni europee. Pubblichiamo qui la presa di posizione dei nostri...

Bensaïd: come resistere alla catastrofe

Il pensiero di Daniel Bensaïd rimane più vivo che mai. Ha il merito di aver introdotto nel lessico marxista un nuovo concetto: la biforcazione. A dieci anni dalla sua morte,...

Francia, la repressione di Macron è un segnale della crisi di egemonia della borghesia

La questione della governance autoritaria è oggi una questione che riguarda l’intero movimento operaio, vittima collettiva della repressione a tutto campo che continua a svilupparsi, con una notevole accelerazione dopo...

Il movimento contro la riforma Macron sulle pensioni non si spegne… ma non si estende

Se si prende nel suo insieme, l’attuale movimento contro il progetto di Macron si può equiparare ai tre principali movimenti sociali degli ultimi decenni, nati per reagire a una riforma...

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Zali: quel che poteva dire e quel che deve fare

In poche parole

Le FFS come Don Vito Corleone: fanno offerte che non si possono rifiutare

«Se non dovesse accettare nessuna delle due offerte (opzione 1 o opzione 2), oppure non dovesse restituire la lettera firmata entro il […] luglio 2026, scioglieremo il suo contratto di lavoro nel rispetto del termine di disdetta di sei mesi.»
Così si concludono le lettere che la direzione di FFS Cargo ha inviato ai lavoratori coinvolti nell’ultima riorganizzazione, al termine dei colloqui individuali svoltisi in questi giorni.
Quali sono le due “opzioni” offerte dalle FFS, alle quali il lavoratore è chiamato a rispondere entro otto giorni, pena il licenziamento? La prima consiste nel trasferimento alla Divisione Viaggiatori delle FFS, con sede di lavoro a Zugo, Lucerna o Goldau. La seconda prevede il trasferimento a TILO, con una riduzione salariale che, dopo i primi due anni, supera i 1’000 franchi al mese.
Questa è l’”offerta” di un’azienda che continua a ripetere che a tutti sarà data la possibilità di continuare a lavorare in Ticino e che non è previsto alcun licenziamento.
Tutte balle, come il Comitato contro lo smantellamento di FFS Cargo denuncia da mesi. A questo, ora, si aggiunge un atteggiamento che ricorda quello di Don Vito Corleone: un’offerta che non si può rifiutare, pena non la morte fisica, ma certamente quella professionale e sociale.

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