Paese: Ucraina

La guerra e le sue disastrose conseguenze economiche per gli Ucraini e i poveri del pianeta

Nel 1919, il famoso economista britannico John Maynard Keynes scrisse il controverso libro Le conseguenze economiche della pace. In esso avvertiva che le condizioni draconiane imposte alla Germania sconfitta dopo quella...

Sostegno alla resistenza della popolazione ucraina e opposizione all’aumento delle spese militari in Svizzera. Più chiaro e coerente di così non si può!

Da ormai quasi 3 mesi l’esercito russo occupa parte dell’Ucraina e si rende responsabile di atti di violenza inaudita contro la popolazione civile. Persone di ogni età e sesso vengono...

Olivier Besancenot: “Una forma di paralisi politica sta colpendo la sinistra francese sulla guerra in Ucraina”.

Come considerare il conflitto in quanto militante anticapitalista? Di ritorno dall’Ucraina, Olivier Besancenot ritiene che le forze progressiste del continente europeo debbano sostenere più apertamente il popolo ucraino, vittima dell’imperialismo...

Diritti d’asilo. Protezione e asilo anche per chi, dall’interno, rifiuta questa guerra d’aggressione

Il 26 febbraio 2015, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che la protezione è garantita alle persone che rifiutano di servire se «il servizio militare prestato comporterebbe di...

Ucraina, autodeterminazione su tutte le decisioni. La spacconeria irresponsabile non aiuterà gli ucraini

Gli ucraini stanno combattendo una guerra giusta contro un’invasione imperialista e quindi meritano di essere sostenuti. Il loro diritto all’autodeterminazione non è rilevante solo contro la Russia; lo è anche rispetto alla...

Miti e realtà: sui fascisti in Ucraina, nel Donbass, in Russia, e sulla strage di Odessa. Parte 4 – La strage di Odessa del 2 maggio 2014

In questa quarta e ultima puntata del nostro speciale ci occupiamo dei tragici eventi di Odessa del 2 maggio 2014, sfruttati per anni a piene mani dalla disinformazione di Mosca...

Ucraina e sanzioni. Un picchetto di protesta davanti alla Severstal di Manno

Il Comitato contro la guerra in Ucraina, in solidarietà con la popolazione ucraina e con gli oppositori di Putin in Russia ha organizzato questa mattina, 9 maggio 2022, un presidio...

Guerra in Ucraina. A trarre i maggiori benefici le imprese di combustibili fossili e i commercianti di prodotti agricoli

Mentre la Russia continua a infliggere indicibili sofferenze e devastazioni in Ucraina, molti nel mondo stanno approfittando dello spaventoso spargimento di sangue.Sfortunatamente, mentre la crisi climatica si aggrava, le compagnie...

77 anni fa il nazionalismo, il militarismo e lo sterminio nazifascisti furono sconfitti. Rifiutiamo la strumentalizzazione di questo anniversario!

Pubblichiamo la traduzione di una presa di posizione (che verrà anche distribuita pubblicamente sotto forma di volantino) del Comitato ginevrino di solidarietà con il popolo ucraino e gli oppositori russi...

Miti e realtà: sui fascisti in Ucraina, nel Donbass, in Russia, e sulla strage di Odessa. Parte 3 – Il nazifascismo separatista e le false leggende sul Donbass antifascista

In questa terza parte del nostro speciale ci occupiamo dei nazifascisti ed estremisti di destra che hanno fondato e diretto le due “repubbliche popolari” del Donbass a partire dal 2014....

1° Maggio di solidarietà con la lotta del popolo ucraino

Pubblichiamo il testo dell’intervento di Luca Torti alla manifestazione del Primo maggio a Bellinzona a nome del Comitato contro la guerra e di solidarietà con la popolazione dell’Ucraina e con...

La Confederazione russa del lavoro (KTR) sostiene il Congresso bielorusso dei sindacati democratici (BKDP)

Pubblichiamo la traduzione di un appello della Confederazione russa del lavoro (KTR) a sostegno dei sindacalisti bielorussi arrestati negli ultimi giorni. In pratica tutta la direzione della centrale sindacale indipendente...

Miti e realtà: sui fascisti in Ucraina, nel Donbass, in Russia, e sulla strage di Odessa. Parte 2 – Il nazifascismo, l’estrema destra e il regime di Putin

In questa seconda puntata del nostro speciale ci occupiamo del nazifascismo in Russia, molto più diffuso e violento nell’ultimo ventennio di quello ucraino. La Russia è di gran lunga il...

La pace e la sinistra

Pubblichiamo questo articolo di Santiago Alba Rico che, rispondendo ad alcune critiche emesse all’indirizzo di una sua precedente presa di posizione (L’Ucraina e la sinistra. Fatalismo geopolitico e storicismo morale...

Potenze non tanto straordinarie su un pianeta pericoloso

Nei circoli militari occidentali, è comune parlare di “equilibrio di potere”, vale a dire l’allineamento di carri armati, aerei, navi, missili e formazioni di combattimento delle parti opposte in qualsiasi...

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Omaggio a un «vero difensore degli oppressi»

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Bellinzona. La maggioranza borghese dice no al miglioramento delle condizioni di lavoro delle e degli apprendiste/i

In poche parole

Della serie: il settore della moda tiene…

Non sono passate 24 ore da quando Marina Masoni, presidente di quel guscio vuoto che è TicinoModa, ci ha assicurato sulle magnifiche sorti e progressive della Fashion Valley ticinese, ed ecco annunciata la soppressione dei 60 posti di lavoro della Auriel Investment Sa di Paradiso.
Interessante, perché questa azienda, come la stragrande maggioranza di quelle che compongono il settore in Ticino, non è un’azienda produttiva nel senso tradizionale del termine, né un fiore all’occhiello di un settore industriale d’avvenire. È invece un’azienda sostanzialmente commerciale (i lavoratori licenziati sono “tutti attivi nel settore amministrativo”).
Il nuovo fondo – americano, naturalmente – che rileverà il marchio Roberto Cavalli affiderà inoltre a The Level Group, società di e-commerce con sede a Milano, la “gestione delle operazioni nei canali e-commerce, wholesale e retail”.
Nulla di nuovo: la Fashion Valley ticinese continua a essere quella del modello Gucci e Kering. Cosa costoro abbiano lasciato in Ticino è sotto gli occhi di tutti (a cominciare dalle mastodontiche infrastrutture). Quello che invece si sono portati via – in particolare sotto forma di sgravi e aggiramenti fiscali – è nelle carte delle diverse condanne subite in Italia e in Francia.
Cose che il governo di questo Cantone continua a ignorare.

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