Paese: Unione Europea

In Francia, di fronte al coronavirus: menzogne, incompetenza e reazione sociale

L’11 maggio dovrebbe iniziare la prima fase di attenuazione di alcune delle misure prese per fronteggiare l’epidemia da coronavirus. Il governo francese prepara questa scadenza in maniera disordinata e i...

L’Unione Europea sta toccando il…Fondo

“Abbiamo inoltre convenuto di lavorare per la creazione di un Fondo per la ripresa, che è necessario e urgente. Il Fondo dovrà essere di entità adeguata, mirato ai settori e...

Virtù e vizi nella tragedia italiana

Siamo dentro una grande crisi storica che coinvolge l’intero pianeta, una drammatica globalizzazione che attraversa tutti i paesi e sconvolge la vita di miliardi di persone. Questa tragedia mette obiettivamente...

Crisi Coronavirus: lo Stato spagnolo verso il disastro?

Sino a fine marzo sia il governo di Pedro Sánchez che le organizzazioni sindacali maggioritarie affermavano con una certa spocchia che era impossibile determinare quali settori economici fossero essenziale e...

La crisi che disvela: verso un nuovo Welfare europeo

Pubblichiamo questa interessante intervista all’economista Christian Marazzi* sul rapporto tra crisi capitalistica e crisi pandemica (Red) Siamo di fronte alla più grande crisi sistemica dopo quella del 2008. Quali sono,...

Gli anticorpi dei padroni garantiti con il sangue della classe lavoratrice

La riunione in consueta videoconferenza dell’Eurogruppo è durata fino a tarda notte, ma si è conclusa senza accordo. Tuttavia, non è vero che non è stato raggiunto proprio nessun accordo;...

Il virus dell’Unione europea e il vaccino fasullo del Conte Draghula

Ieri si è concluso il Consiglio europeo in videoconferenza. Quattro ore di scontro durissimo. Da una parte erano schierati i nove primi ministri, di Belgio, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo,...

Italia: vietato lo sciopero femminista del 9 marzo per l’emergenza Coronavirus

La Commissione di Garanzia vieta lo sciopero femminista del 9 marzo. L’8 e il 9 marzo lo strumento dello sciopero ci viene sottratto ma, nonostante l’impossibilità di astensione dal lavoro...

Coronavirus Italia: un’altra settimana di caos, altro che ‘normalizzazione’!

Si apre una nuova settimana tra caos, incertezze e contraddizioni. Dopo i primi giorni di panico, da venerdì scorso il messaggio dominante, in particolare delle cosiddette ‘parti sociali’ (associazioni padronali...

Il virus e la militarizzazione delle crisi

La paura si diffonde a una velocità di gran lunga maggiore del coronavirus. Lo si è visto, con immagini impressionanti, in primo luogo nella provincia cinese di Hubei, dove 60...

L’industria del farmaco non ci guarirà dal Coronavirus

Curare i pazienti non produce profitti, ha ammesso un report di Goldman Sachs. Ecco perché il rimedio alla crescente diffusione di epidemie non può venire dal libero mercato Tra tutte...

Elezioni irlandesi | Una boccata d’aria

Le elezioni di sabato 9 febbraio rappresentano a un tempo una svolta storica nella politica irlandese e una boccata d’aria pura, di cui si sentiva la necessità, in un quadro...

Lodi: «L’alta velocità è imprescindibile»

«L’alta velocità è imprescindibile, è un patrimonio del nostro Paese»: parola di “giornalista”. Nel caso, il conduttore della rassegna stampa di Sky TG24 di venerdì 7 febbraio, a libro paga...

Francia, la repressione di Macron è un segnale della crisi di egemonia della borghesia

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Una sconfitta per Salvini, ma…

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In poche parole

Il capo dell’esercito in cattedra a Lugano

In un’estate segnata dalla crisi climatica, dai tagli alla formazione, dall’aumento delle tasse di USI e Supsi e dalla pressione borghese per finanziare con l’IVA la 13a AVS e la spesa militare, Benedikt Roos, comandante di corpo dell’esercito svizzero, è sceso a Lugano.
Obiettivo: rassicurare l’economia ticinese sul fatto che l’esercito continuerà a fungere da «pompa finanziaria» per settori produttivi, dopo il forte rilancio della spesa militare deciso a Berna. Roos ha inoltre rassicurato il fronte reazionario: l’esercito continuerà ad alimentare la narrazione dei pericoli «da fuori» e della «minaccia esterna». Tutto propellente per chi costruisce il proprio progetto politico sulle derive securitarie.
Il nesso con la crisi climatica e i tagli alla spesa sociale è evidente: il riarmo viene finanziato riducendo la spesa pubblica e gli interventi a difesa dell’ambiente, e con l’aumento dell’IVA, la tassa più antisociale.
Roos ha riassunto la visione dominante: «La sicurezza è la base per molte cose. […] Se questa base è minacciata, ritengo giusto dare la priorità alla sicurezza» (così ha riassunto la RSI).
Tradotto: in futuro sempre più soldi all’esercito e meno ai bisogni sociali. E chi se ne frega se la minaccia più grave è la crisi climatica, provocata non da regimi stranieri minacciosi ma dal sistema capitalista.

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