Categoria geografica: Internazionale

Maxi-incendi in Australia: un “tipping point” climatico in diretta

L’espressione “tipping point” designa il punto di oscillazione di un sistema da un regime d’equilibrio a un altro, il momento in cui non è più possibile impedire a dei cambiamenti...

Governo: alla ricerca della discontinuità impossibile

Mentre la scadenza cruciale delle elezioni regionali in Emilia Romagna si avvicina e il governo verde rosa galleggia a fatica con continue discussioni interne, il PD e i suoi referenti...

Otto tesi sulla rivoluzione femminista

Lo strumento dello sciopero femminista mappa nuove forme di sfruttamento di corpi e territori da una prospettiva che è contemporaneamente quella della visibilità e dell’insubordinazione. Lo sciopero rivela la composizione...

Il costo ecologico dell’economia di piattaforma; ovvero, l’inquinamento connesso alle nuove tecnologie

Il periodo storico in cui viviamo è stato definito con due accezioni, fortemente collegate tra loro: società post-industriale e società dell’informazione. Queste definizioni indicano un fenomeno preciso, ovvero il maggior...

“Respingere allo stesso modo sia il dispotismo che l’imperialismo”. Noi stiamo con le rivolte!

Il criminale assassinio del generale iraniano Souleimani ordinato dal presidente statunitense Trump sembrava lasciar presagire un’escalation di guerra guerreggiata tra l’imperialismo USA e la potenza regionale iraniana. Nelle ore immediatamente...

Australia, emblema del disastro ambientale

Ai primi giorni di gennaio, i “mega-incendi boschivi” avevano già devastato 60.000 km², equivalente a due volte la superficie di un paese come il Belgio. Un miliardo di animali sono...

Contro la logica del riciclo. Produzione e consumo nella logica del capitale

Il riciclo fa parte di un surrettizio gioco di prestigio che ha riformulato il sempre più grave problema dei rifiuti come non dovuto agli eccessi delle grandi aziende, ma a...

Il movimento contro la riforma Macron sulle pensioni non si spegne… ma non si estende

Se si prende nel suo insieme, l’attuale movimento contro il progetto di Macron si può equiparare ai tre principali movimenti sociali degli ultimi decenni, nati per reagire a una riforma...

Per un nuovo movimento contro la guerra negli Usa

Abbiamo urgentemente bisogno di una mobilitazione No War negli Stati uniti, ma bisogna imparare dagli errori e dai successi dei movimenti pacifisti del passato e non cadere preda del Partito...

Spagna, un governo di coalizione per tempi difficili

Alla fine, Pedro Sánchez è stato eletto presidente del governo. Dopo due votazioni, il Parlamento ha deciso che governi insieme a Unidas Podemos (UP) con una formula di coalizione inedita...

La crisi che verrà e l’ascesa del nazional-liberalismo

I principali dirigenti politici ed economici del pianeta si aspettano e si preparano, in un modo o nell’altro, ad affrontare un forte rallentamento della crescita economica che potrebbe abbinarsi a...

Assassinio del generale Soleimani: contro l’imperialismo degli Stati Uniti e dei suoi alleati, in solidarietà con i popoli oppressi

L’assassinio del generale iraniano Qassem Soleimani da parte degli Stati Uniti il 3 gennaio a Baghdad è un fulmine in un cielo già molto poco sereno. È un passo grave...

“Non era pace, era silenzio”: il Cile resta in movimento

A due mesi dall’esplosione della più grande ondata di protesta della sua storia recente, il Cile è ben lungi dal tornare alla normalità, e anzi, nega che questa normalità sia...

Francia: soffiare sulle braci dello sciopero per ravvivarne la fiamma

La nuova giornata di mobilitazioni del 17 dicembre ha confermato la tendenza generale alla crescita dello scontro sociale sulla vicenda della riforma delle pensioni. Le manifestazioni sono state massicce in...

Le lotte francesi sono destinate a durare

Gli scioperi contro la riforma delle pensioni del governo Macron proseguono. La partita è decisiva, per il destino del presidente neoliberista ma anche per i movimenti sociali. La differenza la...

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Il governo cavalca l’onda antistranieri, UDC e Lega (uniti o divisi) ringraziano

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Israele, un nuovo partito binazionale

In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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