Categoria geografica: Internazionale

Cambiamento climatico: ultima crisi del capitalismo

Pubblichiamo un articolo di João Camargo, militante del Movimiento por la Justicia Climática, scritto in occasione del vertice sul clima di Madrid (COP25), conclusosi pochi giorni fa. Nessun accordo istituzionale...

Algeria: il popolo non riconosce le elezioni organizzate dal sistema, è il momento dell’auto-organizzazione

Nel 2011, il popolo e i lavoratori algerini erano stati protagonisti della prima “primavera araba” del Magreb che però, pur registrando un movimento di massa particolarmente combattivo, non era riuscita...

Continua la tendenza alla riduzione della speranza di vita negli USA!

Circa un anno e mezzo fa (il 25 maggio 2018) in un altro articolo (“Cala ancora la speranza di vita negli USA“), scrivevo dell’inusuale tendenza alla contrazione della speranza di...

Gran Bretagna: tenetevi forte

Proprio qui, in un precedente articolo, si chiariva che “le elezioni politiche del 12 dicembre in Gran Bretagna saranno le più importanti degli ultimi quarant’anni”. E così è stato, per...

La grève générale può fermare Macron

Da venerdì la Francia è investita da una lotta imponente di lavoratori contro l’attacco al sistema pensionistico. Il presidente vorrebbe diventare la «Thatcher francese» ma gli scioperi possono fermarlo. Non...

La Francia è entrata nuovamente in una fase di scontro sociale di grande portata

Un anno fa, nel novembre del 2018, è stato il movimento dei “Gilets Jaunes” a fare irruzione nelle piazze delle città francesi. Esploso a causa del progetto governativo di una...

Francia: bisogna che tutto ciò esploda veramente, nelle strade, nei quartieri, nei posti di lavoro

Il 9 dicembre vi è stata un nuova giornata di sciopero e mobilitazione in Francia. Pubblichiamo una riflessione di Philippe Poutou, operaio della Ford, militante sindacale ed esponente del Nouveau...

Francia: consolidare ed estendere la mobilitazione, verso lo sciopero generale

La giornata del 5 dicembre in Francia ha segnato un altro importante momento di mobilitazione contro il governo Macron e la sua riforma delle pensioni: uno sciopero che ha portato...

La politica economica del Labour: la sfida da affrontare

Qualunque sarà il governo che nel Regno Unito uscirà dalle urne del 12 dicembre, dovrà affrontare una sfida immensa. L’economia britannica è messa male e la società è completamente divisa....

“Non ci sono i soldi” (?)

“Non ci sono i soldi” quante volte abbiamo letto sui giornali o sentito alla televisione questa affermazione perentoria da parte di qualche economista o giornalista disinvolto che ci spiega come...

IRAQ. Le proteste contro il sistema settario e per la giustizia sociale

Pubblichiamo questa interessante intervista a Sami Adnan, fondatore di “Workers Against Sectarianism”. «Le richieste della piazza – afferma Adnan – sono simili a quelle dei periodi precedenti, ma sono diventate...

PSA/FCA, un matrimonio che s’aveva da fare (per i capitalisti…)

Sembra dunque che le nozze tra FCA e Peugeot si faranno entro Natale anche se il Presidente Elkann ha prudentemente specificato che “c’è ancora molto da fare per formalizzare il...

ILVA – passato e presente

Mentre la situazione alla ex ILVA di Taranto precipita, facciamo il punto sul perché si è arrivati a questa situazione. La cessione del gruppo ILVA a Riva fu fatta preparando...

Nessuna “Primavera”, ma una rivoluzione a lungo termine

Quando alla fine del 2018 il popolo del Sudan è sceso in piazza chiedendo la fine della dittatura di Omar al-Bashir, questo ha immediatamente portato alla memoria ricordi del 2010,...

Qualche riflessione sulle elezioni nello Stato spagnolo del 10 novembre

Il risultato elettorale del 10 novembre nello Stato spagnolo aggiunge un elemento di crisi in più al sistema di relazioni politiche del continente europeo. Voluto a tutti i costi da...

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Il governo cavalca l’onda antistranieri, UDC e Lega (uniti o divisi) ringraziano

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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