Categoria geografica: Internazionale

Venezuela | Maduro secondo Monedero

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Quando l’umanitario lo fa il capitale

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Charlottesville è una chiamata all’azione contro il fascismo

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Edgardo Lander: «Solo la Costituzione chavista può evitare una guerra civile»

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Ritorniamo umani. E solidali

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Venezuela: una crisi da leggere in profondità

Intervista di Gloria Muñoz Ramírez a Raul Zibechi Le code chilometriche, la mancanza di gran parte dei generi di prima necessità, i prezzi impazziti delle merci, la corruzione dilagante dello...

Codice Ong: così si fa guerra ai migranti

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Save the children: nessuna testimonianza contro Jugend Rettet

di Checchino Antonini Save the children smentisce la partecipazione all’inchiesta contro la ong Jugend Rettet a cui la procura di Trapani ha sequestrato la nave Iuventa. Il teorema contro Jugend...

Venezuela: “E’ ora di forgiare un nuovo movimento emancipatore”

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L’Assemblea costituente madurista

di Edgardo Lander* La morte di Chávez nel 2013 e il collasso di poco successivo dei prezzi del petrolio determinarono il crollo di due fondamentali pilastri del processo bolivariano, ed...

La guerra di Maduro

di Antonio Moscato È molto probabile che Maduro non abbia molto tempo davanti a sé per uscire dalla situazione in cui si è cacciato. Evidentemente incapace di affrontare i problemi...

La guerra di Francia di Fincantieri vista con gli occhi dei lavoratori

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Gran Bretagna | Conservatori in crisi, il Labour di Corbyn in ascesa

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Fincantieri: arruolati nella guerra alla Francia, o uniti nella lotta internazionalista ai padroni e ai governi di Roma e Parigi?

a cura della redazione de “il cuneo rosso” – Marghera Due note sulla vicenda Fincantieri/Chantiers de l’Atlantique, a partire dai fatti. I fatti sono noti. Macron ha deciso di nazionalizzare...

Che fare se i peri fanno sempre meno pere?

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Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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