Categoria geografica: Internazionale

Varoufakis: “Perchè ho votato SI stasera”

Come avevo annunciato, ecco la dichiarazione con cui Yanis Varoufakis ha tentato di spiegare la sua nuova svolta. La prendo dal sito del PRC, che aveva ben poco informato finora...

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Perché ho votato contro

Sto cercando di fornire il massimo di documentazione sul dibattito interno a Syriza. Per questo ho trovato interessante questa dichiarazione di Yanis Varoufakis, che spiega moltissime cose, compreso il suo...

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La Grecia sotto il memorandum: una soppressione brutale della democrazia

Solo per dare un’idea delle procedure parlamentari in Grecia dopo la capitolazione del governo alla Troika, parliamo dell’odierno dibattito parlamentare e di come è stato preparato. Quindi, ieri, alle quattro...

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Infrangere il tabù del «Grexit» nella sinistra – Un dibattito radicato nella realtà attuale

«Lei sostiene il Grexit (l’uscita della Grecia dall’Euro)?». Se un giorno me lo chiedesse un Charles Michel qualsiasi (per fortuna è poco probabile), lo manderei a quel paese. [Charles Michel...

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Grecia – Dall’adozione dell’accordo al rimpasto governativo, e il ruolo di META[1]

Per essere approvato, nella notte tra il 15 e il 16 luglio, il terzo Memorandum ha avuto bisogno dei voti dell’opposizione: 72 deputati di Nuova Democrazia, 17 di Potamí e...

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Varoufakis spiega il piano del Dr. Schäuble. Gli europei lo approveranno?

La ragione per cui cinque mesi di negoziati tra la Grecia e l’Europa hanno portato all’impasse è che questo è proprio quello che il dottor Schäuble voleva si realizzasse.

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Grecia. «La cosa più importante: fin dal primo giorno la resistenza si è espressa in Syriza»

L’accordo-diktat è stato votato all’alba del 16 luglio al Parlamento greco: 229 sì, 64 no. In altri termini, l’accordo è stato votato grazie ai voti dei deputati del Pasok, di...

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Gli 80 miliardi che servono alla Grecia stanno in Svizzera… e sono greci

Tra le tante canagliate della Troika e della Commissione Europea contro la Grecia, probabilmente quella più cinica è stato nascondere che tutto il danaro di cui hanno ora bisogno i...

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Tutti pazzi per Tsipras?

È proprio vero che la sconfitta è orfana e la vittoria ha molti padri. Così, anche alle nostre latitudini, Tsipras ha trovato molti sostenitori. A destra come a sinistra. Sicuramente...

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NO agli ultimatum, NO ai memorandum di schiavitù

Discorso pronunciato nel primo mattino dell’11 luglio da Zoe Konstantopoulou, presidente del parlamento greco, sulla questione della proposta del governo alle istituzioni creditrici.

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Dichiarazione di 109 membri del Comitato centrale di Syriza

Oggi 15 luglio 109 membri su 201 (la maggioranza) del Comitato Centrale di Syriza ha preso posizione contro l’accordo firmato dal governo con i creditori definendolo «un memorandum di natura...

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Il Red Network (sinistra di Syriza) contro il nuovo Memorandum

Pubblichiamo il volantino del Red Network, componente della Piattaforma di sinistra di Syriza le cui due parlamentari avevano già votato no al piano di negoziazione proposto da Tsipras lo scorso...

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C’è una possibile alternativa al piano negoziato da Alexis Tsipras e i creditori a Bruxelles

Il 5 luglio 2015, con l’esito del referendum avviato dal governo di Alexis Tsipras e dal parlamento greco, il popolo ha respinto massicciamente la prosecuzione dell’austerità che gli volevano imporre...

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Il referendum greco e i compiti della sinistra

Questo articolo, scritto alla vigilia del referendum da un noto economista greco, e non pubblicato in italiano, è ancora molto utile per ricostruire gli errori fatti dal governo Tsipras, evitando...

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I giovani di Syriza si oppongono al nuovo Memorandum

Pubblichiamo il comunicato della gioventù di Syriza che si oppone al nuovo Memorandum con la Troika e che ha invitato a scendere in piazza affinché venga rigettato dal parlamento.

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Francia, le/gli anticapitaliste/i verso le presidenziali

Il caldo non è più un rischio climatico futuro. È già qui

Il governo cavalca l’onda antistranieri, UDC e Lega (uniti o divisi) ringraziano

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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