Categoria geografica: Internazionale

Perché Milei ha vinto? E come affrontarlo?

Perché Milei ha vinto? Il il nuovo libro di Javier Balsa, ordinario della cattedra di sociologia dell’Università di Quilmes ed insegnante all’Univesidad Nacional de La Plata, in Argentina esamina le...

Francia. Macron, governo, garbugli e pericoli

La vicenda sviluppatasi attorno al problema della nomina del nuovo governo francese si ingarbuglia sempre più. Come abbiamo riferito, venerdì scorso, durante il suo incontro all’Eliseo, Lucie Castets, la candidata...

Bayesan, ovvero non tutte le morti in mare sono uguali

La copertura mediatica del naufragio del lussuoso yacht Bayesian al largo delle coste siciliane è scandalosamente sproporzionata rispetto al modo in cui di solito vengono raccontate le morti dei migranti...

Apparati di sorveglianza cinesi e colonialismo israeliano

Siamo attivisti sinofoni che si organizzano in più continenti, stiamo lavorando collettivamente per attivare nelle nostre comunità la solidarietà con la resistenza palestinese e con il movimento di solidarietà globale,...

“Abbiamo perso tutto, per cosa?” La rabbia dei residenti di Gaza nei confronti di Hamas cresce con il protrarsi della guerra

I palestinesi di Gaza sono pronti a pagare il prezzo della liberazione, ma molti mettono in dubbio la giustificazione e la mancanza di lungimiranza dell’attacco di Hamas del 7 ottobre....

Note su una torrida estate

E’ una torrida estate quella del 2024. Lo è per tanti motivi e per il sovrapporsi delle plurime contraddizioni che caratterizzano oggi il pianeta e il sistema economico e sociale...

Russia. La morte di Pavel Kushnir, musicista e resistente contro la guerra

La stampa indipendente russa e i movimenti di resistenza contro la guerra annunciano la morte di Pavel Kushnir, musicista di talento e solista dell’Orchestra Filarmonica di Birobidjan, distretto autonomo ebraico...

L’antifascismo e il declino del liberalismo atlantista

La maschera liberale dell’ideologia atlantista è definitivamente caduta inseguito alla solidarietà e alla collusione dei suoi leader con uno Stato israeliano gestito da fazioni neofasciste e neonaziste del sionismo –...

Due Stati, uno Stato, contro lo Stato: quali prospettive per la Palestina?

Dopo mesi di genocidio a Gaza e un’accelerazione senza precedenti della colonizzazione della Cisgiordania, la pace e la giustizia per i palestinesi non sono mai sembrate così lontane. Eppure, questa...

Venezuela, un’altra rivoluzione tradita

Se Maduro ha perso, è perché ha raccolto il rifiuto e il disincanto della maggioranza del popolo. Né Ortega né Maduro sono vittime dei piani imperialisti. Insieme a milioni di...

Gran Bretagna. L’islamofobia e l’estrema destra

Ho studiato l’islamofobia in Gran Bretagna per oltre un quarto di secolo, mi è chiaro quindi che l’attuale violenza nelle strade britanniche ne è una concreta illustrazione. Questo è stato...

La pericolosa alleanza tra l’intelligenza artificiale e il militare

Pubblichiamo la prima parte di un articolo di Claude Serfati dedicato alla penetrazione dell’intelligenza artificiale (IA). In questa prima parte del suo articolo Serfati descrive gli effetti del radicale cambiamento...

Il crimine di Joe Biden contro l’umanità

Da quando ha annunciato la sua decisione di non candidarsi per un secondo mandato presidenziale, Joe Biden è diventato un’”anatra zoppa” – un’espressione che negli Stati Uniti si riferisce comunemente...

“Tutti sanno cosa è successo”. Per un approccio di sinistra e internazionalista alle elezioni presidenziali in Venezuela

“Tutti sanno cos’è successo”: questa è la frase passata di bocca in bocca dei venezuelani poco dopo la mezzanotte del 28 luglio, quando sono stati annunciati i risultati delle elezioni...

Bangladesh, un primo importante successo per la protesta di massa

Milioni di studenti e di lavoratrici e lavoratori hanno occupato tutti i palazzi del potere a Dahka e nella altre città del paese, sciogliendo il parlamento, costringendo il governo alle...

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Omaggio a un «vero difensore degli oppressi»

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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