Categoria geografica: Internazionale

Qualcosa di nuovo a Occidente. Appunti sulla transizione americana

Jake Sullivan è tra i consiglieri politici più ascoltati di Biden. Prima ancora era stato consigliere politico di Hillary Clinton e di Obama. Nel febbraio dello scorso anno ha pubblicato...

Washington versa lacrime di coccodrillo sulla sorte delle donne afgane

L’intera classe politica statunitense sta versando lacrime sulla condizione delle donne afgane sotto il nuovo regime talebano. Queste lacrime sono coerenti con una retorica ventennale che ha presentato il desiderio...

Contro l’assalto al lavoro, tutte/i a Firenze il 18 settembre!

Mentre la politica istituzionale sembra interessata solo dal dibattito sul Green Pass (ce ne siamo occupati qui), in Italia una ulteriore pandemia, per altro già in atto, sembra prepararsi a...

Norvegia, si conferma il trend “scandinavo”: arretra la destra, avanza la sinistra (in particolare quella “radicale”).

Le elezioni di ieri in Norvegia hanno confermato quella che sembra essere un’anomalia nordica: la destra arretra significativamente, la sinistra (in particolare quella più “radicale”) avanza. Ormai in tutti e...

Gli Stati Uniti persi in Afghanistan. Ma l’imperialismo americano non sta andando da nessuna parte.

Gli Stati Uniti hanno subito gravi perdite in Iraq e in Afghanistan, proprio come in Vietnam. Ma non dovremmo confondere le revisioni della strategia militare statunitense dopo i disastrosi fallimenti con...

Italia. Una restaurazione senza rivoluzione

Dopo una lunghissima e tormentata operazione politica (puntigliosamente ricostruita dal giornalista Marco Travaglio nel suo libro “I segreti del Conticidio. Il “Golpe buono” e il “Governo dei migliori”), la classe...

L’Afghanistan dopo 20 anni di occupazione guidata dagli USA e l’arrivo dei Talebani a Kabul

Gli Stati Uniti hanno invaso l’Afghanistan alla fine del 2001 con l’obiettivo di distruggere al-Qaida e i Talebani che li ospitavano e, presumibilmente, per stabilire uno Stato afgano democratico e...

L’Afghanistan, il ritorno dei talebani e il tesoro di litio

Conquistando l’Afghanistan, i talebani hanno messo anche le mani su una delle più importanti riserve di litio del mondo Il ritorno dei talebani a Kabul implica, come noto, grandi incognite per...

Afghanistan. Chi è sepolto nel cimitero degli imperi?

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha invocato lo storico soprannome dell’Afghanistan come “cimitero degli imperi” per giustificare la sua decisione di accelerare il ritiro delle truppe statunitensi da...

Germania. Crisi climatica e campagna elettorale: molti non hanno capito la vera posta in gioco

Il dibattito sul clima è probabilmente il tema che si sta rivelando più deprimente nella campagna elettorale per il Bundestag [si voterà il 26 settembre]. In effetti, è a questo...

La guerra, ovverosia la prova del nove per la sinistra

In questi ultimi giorni la catastrofe afgana e la contemporanea dolorosissima scomparsa di un compagno delle qualità e del valore di Gino Strada, hanno spinto non pochi amici e compagni...

Afghanistan. L’occupazione USA ha solo distrutto vite umane: la vittoria dei talebani non è un segno di pace

È ora evidente che l’imperialismo USA ha perso tutto quanto ha investito in uomini e mezzi finanziari in Afghanistan. I talebani hanno occupato l’Afghanistan senza combattere. Quanto è stato speso...

Una sconfitta dell’imperialismo che rischia di portare ancora più indietro l’Afghanistan

Così come la lotta per la sconfitta dell’imperialismo americano nella guerra del Vietnam ha accompagnato l’ascesa operaia e giovanile degli anni 60 e 70 del Novecento, altrettanto la guerra degli...

Labour, il nuovo corso blairiano caccia dal partito Ken Loach e i militanti socialisti

Purghe nel Labour Party, dopo la sospensione di Corbyn, l’espulsione del regista Ken Loach. La solidarietà di Sinistra Anticapitalista. «We are many, they are few», siamo in tanti e loro...

La crisi del Barcellona come metafora

Il “sistema calcio” è un’attività finanziaria che attira capitali internazionali, gruppi di investimento senza scrupoli, politici rampanti, gangster e ciò che viene venduto candidamente alle passioni popolari, alla credulità di...

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Per un referendum cantonale contro gli attacchi ai salari minimi cantonali

In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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