Tema caldo: Sciopero delle donne

La normalità del patriarcato? No, grazie

Con l’annuncio del vaccino anti-Covid che dovrebbe essere distribuito anche qui in Italia dall’inizio del 2021, sembra andare a chiudersi questo lungo periodo segnato dalla pandemia mondiale. Si può quindi...

Donne sempre più discriminate in Ticino, e non solo a causa del Covid: perché il Ticino la parità di genere indietreggia invece di avanzare?

Pubblichiamo qui il testo integrale dell’interpellanza dal titolo Donne sempre più discriminate in Ticino, e non solo a causa del Covid: perché il Ticino la parità di genere indietreggia invece...

8 marzo di lotta, malgrado il coronavirus

(Il testo del collettivo IoLotto dell’intervento alla manifestazione tenutasi oggi a Lugano) Manifestiamo nonostante il coronavirus. Certo abbiamo annullato il corteo e siamo qui, in poche, ma ci siamo. Sappiamo...

Italia: vietato lo sciopero femminista del 9 marzo per l’emergenza Coronavirus

La Commissione di Garanzia vieta lo sciopero femminista del 9 marzo. L’8 e il 9 marzo lo strumento dello sciopero ci viene sottratto ma, nonostante l’impossibilità di astensione dal lavoro...

Non Una di Meno: Appello per lo sciopero femminista e transfemminista – 8 e 9 marzo 2020

A quattro anni dal primo sciopero femminista e transfemminista la sollevazione globale delle donne e delle soggettività dissidenti non si ferma e, sempre di più, segna e travolge tutte le...

Otto tesi sulla rivoluzione femminista

Lo strumento dello sciopero femminista mappa nuove forme di sfruttamento di corpi e territori da una prospettiva che è contemporaneamente quella della visibilità e dell’insubordinazione. Lo sciopero rivela la composizione...

8 marzo 2020: torna lo sciopero delle donne!

Lunedì 13 gennaio, su iniziativa del collettivo iolotto, le donne e le associazioni che si sono mobilitate in occasione dello sciopero del 14 giugno si sono riunite per discutere come...

Vogliamo vivere libere dalla violenza machista

ManifestAzione femminista a Lugano, 17.00 ritrovo davanti alla Stazione FFS Oggi 25 novembre 2019, in occasione della 19esima volta la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il...

Post-fascismo e neofascismo: un’utile discussione

Per avvicinarsi alla comprensione del nuovo ciclo politico globale si potrebbe recuperare un concetto noto ma spesso dimenticato, la fine dell’illusione liberale. Non la fine del liberalismo, che in Europa...

L’impronta ecologica delle donne

Le politiche che devastano il pianeta sono intrecciate con l’idea patriarcale secondo cui gli esseri umani sono disconnessi dalla terra e dal loro stesso corpo. Yayo Herrero è un’antropologa femminista...

Pensioni: padronato, burocrazie sindacali e governo federale attaccano a tutto campo

Era nell’aria ed è arrivato: concentrico, condotto dai cosiddetti “partner sociali” e dalle stesse forze che avevano sostenuto sia la RFFA che il progetto PV2020. Alludiamo ai due progetti presentati...

Il femminismo è uno dei fronti della lotta di classe

Gente come Hillary Clinton ha macchiato il nome del femminismo, associandolo al neoliberismo e alle politiche contro la working class. Per Nancy Fraser, femminismo vuol dire rovesciare il potere delle...

Sciopero delle donne in Ticino, riflessioni e spunti per continuare

Dopo l’entusiasmante giornata del 14 giugno che ha visto una partecipazione, anche in Ticino, al di là delle più rosee aspettative è importante fare una riflessione su questa mobilitazione e...

Casa dello sciopero a Locarno. Verso lo sciopero femminista del 14 giugno

Venerdì 7 giugno lo Spazio Elle di Locarno si trasformerà per diventare per una settimana “Casa dello Sciopero”. Su iniziativa del Collettivo femminista “Io l’8 ogni giorno”, dello Spazio Elle...

Disparità salariali uomo donna: spiegarle o eliminarle?

Le disparità salariali tra uomini e donne sono un tema centrale dello sciopero delle donne del 14 giugno 2019. Il discorso dominante tenta di nascondere la loro ampiezza “spiegando”, statistiche...

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In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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