Categoria geografica: Svizzera

L’asilo dopo il voto del 9 giugno

1983-2013, revisioni a ripetizione [1]. La Legge sull’asilo (Lasi), del 5 ottobre 1979, entrata in vigore il 1° gennaio 1981, dal 1983 ha subito ufficialmente 6 revisioni: 1a revisione nel...

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Gli studenti universitari si mobilitano

È in Svizzera romanda che si sono svolte, nelle ultime settimane, alcune manifestazioni di protesta contro i processi in atto nelle università e nelle alte scuole universitarie. A Losanna, in...

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Il 9 giugno, NO alla legge sull’asilo

Pubblichiamo qui di seguito, quale primo contributo alla discussione in vista del referendum del prossimo 9 giugno contro la revisione della Legge sull’asilo (LASI), il materiale diffuso dal comitato nazionale...

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Rafforzare le pensioni, ma come?

È iniziata da qualche settimana la raccolta di firme a favore della cosiddetta iniziativa “AVS plus”. L’iniziativa, per quel che riguarda l’aspetto delle rendite, chiede che esse vengano aumentate del...

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Le contraddizioni del nuovo finanziamento ospedaliero

«Il nuovo sistema di finanziamento ospedaliero sta andando fuori strada”: è con questo titolo, e un articolo di due pagine abbastanza approfondito per gli standard della stampa attuale, che il...

Giù le mani dagli ospedali !

Pubblichiamo qui di seguito l’editoriale dell’ultimo numero del giornale Solidarietà.  

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Un NO forte e chiaro al lavoro domenicale!

Pubblichiamo qui di seguito l’editoriale del 1° numero del 2013 di Solidarietà.

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Lacrime di coccodrillo

Sono le classiche lacrime di coccodrillo quelle che stanno piangendo aziende elettriche ticinesi e classe politica. Ci riferiamo alla vicenda della fornitura di energia elettrica che vede coinvolta la Posta...

Freno all’indebitamento: strumento di distruzione nelle assicurazioni «sociali»

Economiesuisse sa celebrare la propria politica e quella delle autorità federali che ha ispirato. Nel suo dossier dell’11 settembre (numero 18), afferma in prima pagina: “Nel 2013, il freno all’indebitamento...

Crisi dell’alloggio: piste per un’alternativa

Curioso fenomeno quello dell’attuale crisi dell’alloggio. Il fatto che colpisca in Svizzera con forza negli ultimi tre a cinque anni – con importanti differenze secondo i cantoni, ma con particolare...

Berset prepara l’affondo sulla Cassa Malati

Non è ancora partita la campagna, ma il primo colpo all’iniziativa per una cassa malati unica, proposta dal PSS e da altre organizzazioni, ha già subito un primo colpo. Non...

Cassa Malati: il fallimento del mercato

Siamo  alle solite. Le ragioni per le quali i premi dell’assicurazione malattia di base obbligatoria aumenta non sono riconducibili a fenomeni apparentemente “razionali”. Più di un commentatore, alberando una sorte...

Bilancio LADI della SECO: cinismo verso i disoccupati

Il numero di settembre de La Vie économique ha pubblicato un articolo sugli effetti della 4a revisione parziale della legge sull’assicurazione disoccupazione (LADI) intitolato La 4a revisione parziale della LADI:...

Pensioni di nuovo sotto attacco

Lo avevamo detto e ripetuto in occasione del vittorioso referendum di due anni fa contro la proposta di anticipare l’entrata in vigore e di aumentare la diminuzione del tasso di...

Crisi del capitale e alternativa di società

Persino l’inossidabile ottimismo , tutto politico, della Segreteria di Stato all’economia (SECO) ha dovuto piegarsi alla dura realtà dei fatti e ammettere che effettivamente le cose non vanno poi così...

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Spagna. Mobilitazione sociale ed elezioni anticipate

Le ragioni opposte di un No all’IVA

In poche parole

Il capitalismo compassionevole in salsa ticinese

Nulla da eccepire sul diritto di chi decide di donare la propria 13ª AVS. È la cornice politica costruita attorno a questa iniziativa a essere tutt’altro che innocente. I protagonisti, la loro collocazione politica e sociale, lo confermano.
Perché quando si dice che la 13ª AVS è «inutile» per chi sta bene, che sono i giovani a mantenerla e che sarebbe dunque bello «restituire» loro qualcosa, si compie un’operazione precisa: si trasforma un diritto sociale in una concessione di cui i più fortunati dovrebbero quasi sentirsi in colpa.
È il capitalismo compassionevole in salsa ticinese: meno solidarietà organizzata e più beneficenza privata. Lo Stato faccia quel che può, mentre chi ha qualcosa in più dimostri la propria sensibilità mettendo mano al portafoglio. Peccato che la solidarietà sociale abbia un principio molto diverso: non è una questione di bontà individuale, ma di responsabilità collettiva.
L’AVS non è un’associazione benefica. E la 13ª AVS non è un regalo che si può giudicare utile o inutile a seconda del reddito di chi la riceve. È parte di un sistema nel quale tutti contribuiscono e tutti, secondo le regole stabilite collettivamente, ricevono una prestazione. È precisamente questa universalità a impedire che la protezione sociale diventi una faccenda di carità.
Aiutare i giovani? Certamente. Ma perché contrapporli ai pensionati? Perché raccontare che ciò che arriva a una generazione debba essere «restituito» all’altra? È proprio questa retorica a essere pericolosa: trasforma la solidarietà fra generazioni in una partita a somma zero, anziché riconoscerle come parti dello stesso patto sociale.
E il paradosso è che tutto questo viene venduto come un «patto generazionale». Ma un patto fondato sui diritti e sui contributi di tutti non ha bisogno della beneficenza dei ricchi per funzionare.
Prima si mette in discussione la solidarietà universale. Poi la si sostituisce simbolicamente con la generosità volontaria. Infine si fa passare la beneficenza per la forma più autentica della solidarietà.
No: la beneficenza è una scelta privata. La solidarietà sociale è un principio politico. Confonderle non è un dettaglio semantico. È un modo, elegante e rassicurante, per continuare a demolire l’idea stessa di Stato sociale.

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