Categoria geografica: Internazionale

Ungheria Orbán stravince, per mancanza d’opposizione

Ennesima doccia fredda su ciò che resta della sinistra europea, quella vera, anticapitalista. Ma anche e soprattutto su quella variegata e pittoresca compagnia di apprendisti stregoni che come tale (“sinistra...

La condanna di Lula: crimine giudiziario e fragilità del progressismo

Non c’è dubbio che il giudice Sergio Moro, che dice di essersi ispirato alla esperienza italiana di “Mani pulite”, sia senza pudore: ha battuto tutti i record di velocità per...

Macron va-t-il bloquer le pays?
Tutti insieme, Continuons le combat!

L’inizio dello sciopero dei ferrovieri offre la possibilità di imporre una battuta d’arresto alle politiche di regressione sociale praticate da decenni. Martedì 3 e mercoledì 4 aprile la mobilitazione dei...

Smascherare le argomentazioni di Israele sulle proteste di Gaza

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Fascisti a Cologno: al peggio non c’è fine…

Sta facendo clamore, anche se non a sufficienza, l’evento che sta organizzando la giunta fascio-leghista colognese per il 21 e 22 aprile. Pochi gorni prima del settantatreesimo anniversario della Liberazione...

Ce que les media ne disent pas sur la SNCF
Il reddito di cittadinanza non è a cinque stelle

Reddito di cittadinanza, il dibattito italiano è tossico a partire dalle definizioni. Compresa la proposta del M5S Se è possibile ricavare una lezione dai recentissimi risultati elettorali è quella della...

Francia: offensiva a tutto campo

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Siamo tutti cheminots!

Negli ultimi mesi l’offensiva del governo francese ha investito molti settori, dagli ospedali alle collettività locali, dai premi degli oneri sociali alla soppressione degli aiuti all’occupazione. Ma ora l’attacco sferrato...

Perché Putin ha vinto

Il largo consenso elettorale a Vladimir Putin non può sorprendere, dato che si spiega in primo luogo con l’assenza di oppositori credibili. Gli è bastato che una sentenza di un...

Le aziende che piacciono a Christian Vitta – Da Gucci a Kering: una “truffa fiscale” su scala industriale

L’operazione “Commando” ha colpito Gucci come una frustata. Il 29 novembre scorso, la Guardia di finanza irrompe negli uffici della prestigiosa azienda italiana del lusso a Firenze e a Milano,...

Razzismo e omofobia della polizia dietro l’omicidio di Marielle Franco

Donna lesbica, nera, comunista, della favela del Maré, che osava occupare uno spazio destinato storicamente a ricchi uomini bianchi. Questo faceva di lei un target perfetto Erano le ore 22...

Residenze fittizie: perquisizioni anche a casa dei manager di Gucci e alla LGI?

La Luxury Goods International, l’impresa di logistica con sede in Ticino presentata come “crocevia del lusso”, sembra essere in realtà il crocevia di una vasto sistema di evasione fiscale internazionale....

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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