Categoria geografica: Internazionale

Quello di Dilma non è un governo di sinistra: fa quello che le impone la destra

M. H. – È giunta una notizia allarmante: si parla di impeachment per Dilma, in una situazione di calo della popolarità della Presidente, con scandali per corruzione in Petrobras, la...

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Negoziati UE/Grecia: Cinque domande che chiedono risposta

Costas Lapavitsas, Professore di Economia al SOAS [School of Oriental and African Studies] e influente Membro del Parlamento di Syriza, ha scritto una caustica lettera nel suo blog rivolta al...

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Jobs Act, The Day after – Che succede a sinistra e nel sidacato?

C’è grande effervescenza nelle aree della sinistra, quella sociale e sindacale, ma anche quella politica, quasi una baraonda di proposte, di incroci, di suggestioni, che al di là dei lodevoli...

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Syriza e Podemos: La strada verso il potere del popolo?

Questo testo apparso su www.publico.es il 12 febbraio, subito dopo il voto greco, non ha perso affatto la sua attualità. Éric Toussaint, partendo dalla sua ricca esperienza diretta in America...

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Grecia. Discussioni in SYRIZA dopo il Comitato Centrale. Dove andiamo?

L’ultima riunione del Comitato centrale di SYRIZA [28 febbraio –1° marzo 2015] ha ricordato in molte istanze e gruppi che tipo di partito è SYRIZA: un’ampia rete politica di militanti...

antonis
Grecia. È ancora possibile invertire la tendenza e preparare una vittoria

«Abbiamo vinto una battaglia ma non la guerra, i negoziati difficili sono davanti a noi», ha sottolineato nel suo discorso il Primo Ministro e Presidente di SYRIZA, Alexis Tsipras. Non...

mariabolari
Syriza, passa a maggioranza la linea Tsipras

La sinistra interna di Syriza raccoglie il 41,5% di consensi con una mozione che boccia l’accordo con l’Eurogruppo. Tsipras accusa Madrid e Lisbona. 68 voti a favore, 92 contrari e...

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L’alternativa in Grecia

Iniziamo da un dato che dovrebbe essere incontrovertibile: l’accordo dell’Eurogruppo accettato dal governo greco è una ritirata precipitosa. La dittatura del memorandum viene estesa, l’accordo sul prestito e la totalità...

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Grecia, una svolta brusca

Pubblichiamo qui di seguito la Dichiarazione di Red Network (DEA et APO), componente della sinistra di Syriza.

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Un anno con Renzi

Il 24 febbraio del 2014 Renzi si presentò al Senato per pronunciare il suo discorso d’investitura a capo del governo. Aveva acquisito quel posto sfrattando l’inquilino precedente, non prima di...

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Grecia. I limiti da non superare in un compromesso

Da Bruxelles, Manolis Glezos «fulmina» il governo Tsipras a proposito delle manovre durante i negoziati con i creditori, e del cambiamento di discorso di SYRIZA. Ricorda che «tra l’oppressore e...

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La Grecia di fronte all’UE: Syriza sta indietreggiando?

Le ultime notizie dall’Europa non sono buone. Sembra che Syriza sia indietreggiata nel negoziato, e che la Germania stia cercando una resa totale.Per usare un cliché abusato, «i tempi sono...

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Syriza e la sinistra sono la “colonna vertebrale” del governo

Si sa bene che a scrivere la storia sono gli individui, con la loro iniziativa di massa dal basso. Ancorché in condizioni che non sono quelle scelte da loro. Il risultato...

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Grecia – “Nessun presidente di centro-destra”!

Il 18 febbraio 2015 il parlamento greco ha eletto presidente della Repubblica, per la durata di cinque anni, Prokopis Pavlopulos,[1] con 233 voti, espressi da Nuova Democrazia e da Syriza....

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Inquietudine in Syriza

Il governo Tsipras sta continuando nella sua tattica di cercare di allargare i consensi coinvolgendo esponenti del centro e della destra. Una tattica che permette di dire che oltre il...

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Francia, le/gli anticapitaliste/i verso le presidenziali

Il caldo non è più un rischio climatico futuro. È già qui

Il governo cavalca l’onda antistranieri, UDC e Lega (uniti o divisi) ringraziano

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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