Categoria geografica: Svizzera

Officine: i binari (scomodi) della verità

di Matteo Poretti* Con la firma della Dichiarazione d’intenti sul futuro stabilimento industriale per la manutenzione del materiale rotabile, si è semplicemente formalizzata una strategia, quella delle FFS e del...

Due vie alternative per l’Officina

a cura della redazione Con la presa di posizione dell’assemblea dell’Officina si vanno chiarendo le alternative sul futuro dello stabilimento industriale di Bellinzona. Da una parte, una proposta ormai consolidata,...

Officine (Obe):un bene comune che va salvaguardato nella sua attuale integrità strutturale e occupazionale!

a cura della redazione L’assemblea dell’Associazione Giù le mani dall’Officina e l’assemblea dei partecipanti alla riunione popolare in Pittureria del 16 dicembre 2017, preso atto delle discussioni e delle decisioni...

Le FFS propongono di smantellare l’Officina: i partiti di governo (cantonale e comunale) si inchinano

A cura della redazione Il Movimento per il socialismo (MPS) ha preso atto della conferenza stampa con la quale oggi Cantone, FFS e Città di Bellinzona hanno presentato la sottoscrizione...

Officine: le vere scelte

Di Angelica Lepori Sergi* Finalmente il Consiglio comunale di Bellinzona, dopo una resistenza più o meno attiva da parte del Municipio e dei gruppi dei due principali partiti, ha deciso...

Per una discussione in Consiglio Comunale sul futuro produttivo e industriale delle Officine FFS

di Angelica Lepori Sergi e Monica Soldini* In relazione al futuro delle Officine FFS di Bellinzona sono quattro gli scenari proposti dalle FFS, ampiamente conosciuti (perlomeno nelle loro linee essenziali),...

No agli aumenti delle tasse universitarie a Friborgo

di Dario Borsari Pubblichiamo qui di seguito l’intervento del compagno Dario Borsari del collettivo “Stop à la hausse” in occasione della manifestazione di ieri a Friborgo contro l’innalzamento delle tasse...

Officina, arrivano i becchini!

a cura della redazione Siamo dunque al momento della verità. Finite le dichiarazioni pompose, finite gli attestati di solidarietà perlomeno insinceri (alla luce di quanto sta accadendo), finite le intenzioni...

I lavoratori dell’Officina non ci stanno!

di Gianni Frizzo Lo scorso 14 ottobre una folta delegazione di lavoratori dell’Officina si è presentata davanti al Gran Consiglio (in seduta) per presentare una petizione firmata da praticamente tutti...

Mozione sul tema della violenza contro le donne

di Angelica Lepori Sergi e Monica Soldini* In Svizzera, secondo i dati della polizia, nel 2016, si sono registrati 17’685 casi di violenza domestica, pari a un aumento del 2%...

L’Officina non si tocca…e non si sposta!

a cura della redazione Il Movimento per il socialismo (MPS) chiede al Consiglio di Stato e al Municipio di Bellinzona l’immediata interruzione della loro partecipazione al gruppo di lavoro con...

Con Rosa, Ignazio, non c’entra proprio un Cassis!

a cura della redazione Durante il suo discorso di investitura Ignazio Cassis ha citato una frase di Rosa Luxemburg, motivando in seguito la scelta come segno di apertura e volontà...

Andare in pensione a 64 anni non è certo un lusso!

di Emida Caspani* Ho sempre pensato che noi tutti siamo costretti a lavorare perché dobbiamo vivere. Il nostro lavoro (tranne per coloro che detengono patrimoni) è l’unica fonte di sostentamento....

Un regalo per le casse pensioni, sacrifici per tutti e tutte

a cura della redazione La riforma Previdenza 2020 (PV2020) ci viene presentata come un rafforzamento dell’AVS e un miglioramento delle rendite per tutti, in special modo i bassi salari. In...

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In poche parole

Il capitalismo compassionevole in salsa ticinese

Nulla da eccepire sul diritto di chi decide di donare la propria 13ª AVS. È la cornice politica costruita attorno a questa iniziativa a essere tutt’altro che innocente. I protagonisti, la loro collocazione politica e sociale, lo confermano.
Perché quando si dice che la 13ª AVS è «inutile» per chi sta bene, che sono i giovani a mantenerla e che sarebbe dunque bello «restituire» loro qualcosa, si compie un’operazione precisa: si trasforma un diritto sociale in una concessione di cui i più fortunati dovrebbero quasi sentirsi in colpa.
È il capitalismo compassionevole in salsa ticinese: meno solidarietà organizzata e più beneficenza privata. Lo Stato faccia quel che può, mentre chi ha qualcosa in più dimostri la propria sensibilità mettendo mano al portafoglio. Peccato che la solidarietà sociale abbia un principio molto diverso: non è una questione di bontà individuale, ma di responsabilità collettiva.
L’AVS non è un’associazione benefica. E la 13ª AVS non è un regalo che si può giudicare utile o inutile a seconda del reddito di chi la riceve. È parte di un sistema nel quale tutti contribuiscono e tutti, secondo le regole stabilite collettivamente, ricevono una prestazione. È precisamente questa universalità a impedire che la protezione sociale diventi una faccenda di carità.
Aiutare i giovani? Certamente. Ma perché contrapporli ai pensionati? Perché raccontare che ciò che arriva a una generazione debba essere «restituito» all’altra? È proprio questa retorica a essere pericolosa: trasforma la solidarietà fra generazioni in una partita a somma zero, anziché riconoscerle come parti dello stesso patto sociale.
E il paradosso è che tutto questo viene venduto come un «patto generazionale». Ma un patto fondato sui diritti e sui contributi di tutti non ha bisogno della beneficenza dei ricchi per funzionare.
Prima si mette in discussione la solidarietà universale. Poi la si sostituisce simbolicamente con la generosità volontaria. Infine si fa passare la beneficenza per la forma più autentica della solidarietà.
No: la beneficenza è una scelta privata. La solidarietà sociale è un principio politico. Confonderle non è un dettaglio semantico. È un modo, elegante e rassicurante, per continuare a demolire l’idea stessa di Stato sociale.

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