Categoria geografica: Svizzera

20, 21, 22 Fr…tombola per il salario minimo?

di Matteo Pronzini 20 franchi l’ora sono una retribuzione oraria minima per lottare contro il dumping salariale e contribuire alla lotta contro il fenomeno dei “working poor”. Lo dice il...

Volantino Referendum 2020

Qui potete scarcare il volantino di campagna: Volantino NO PV2020

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Un NO forte, chiaro, di sinistra a PV2020

a cura della redazione La partita in gioco attorno alla votazione su PV 2020 va al di là degli aspetti, certo decisivi, che sviluppiamo nei diversi articoli che si possono...

Resisteranno i diritti pensionistici dei dipendenti cantonali alla PV2020?

di Giuseppe Sergi Vi sono molte ragioni che militano per un doppio NO al progetto di previdenza vecchiaia 2020 in votazione il prossimo 24 settembre. Tra queste l’aumento dell’età di...

Il solo cassis che aiuta

di Carlo Curti Potete trovare le foglie di cassis in vendita al minuto in farmacia,in erboristeria, oppure potete raccoglierle voi stessi direttamente in natura. Il Cassis in pelle, carne e...

Il lavoro sempre più causa di sofferenza

Intervista a Jean-François Marquis* a cura di Guy Zurkinden Un importante numero di lavoratori sembra perdere il controllo sul proprio lavoro… La ricerca mette effettivamente in evidenza due tendenze che...

La salute sul lavoro, sempre peggio

a cura della redazione di Alencontre Pubblichiamo di seguito un contributo apparso su Services publics, il giornale romando della VPOD, che presenta alcuni risultati, relativi alla Svizzera, tratti dall’ultima ricerca...

L'”economia ha prosperato”: generando povertà!

di Giuseppe Sergi* Lunedì il SECO (Segretariato di stato all’economia) ha presentato un bilancio del quindicennio intercorso dai primi accordi in materia di liberalizzazione del mercato del lavoro (impropriamente chiamata...

Prepariamoci a dire NO alla PV 2020

a cura della redazione Nel momento in cui scriviamo questo editoriale il referendum contro la revisione della previdenza vecchiaia 2020 (PV2020) sembra riuscito: alcune forze sindacali (alcune sezioni VPOD e...

Fiscalità, frontalieri, dumping: l’imbroglio xenofobo

di Giuseppe Sergi Non è certo una novità sentir “teorizzare” che il nuovo accordo sulla fiscalità negoziato e (quasi) approvato da Italia e Svizzera svolgerà un effetto benefico nella lotta...

Le ragioni del nostro NO a Previdenza vecchiaia 2020

a cura della redazione L’espropriazione di un diritto democratico fondamentale • Un sistema pensionistico dovrebbe essere il più semplice e prevedibile possibile, dunque controllabile da una larga maggioranza della popolazione....

Mozione: Salari in calo: a tre anni di distanza manca ancora uno studio sulle cause

di Matteo Pronzini* I salari in Ticino solo calati in ben 7 sezioni economiche su 17 fra il 2008 e il 2014, un’evoluzione a dir poco allarmante eppure, ancora una...

Rafforzare l’AVS, ma per davvero!

a cura della redazione Uno degli argomenti dei sostenitori della riforma della previdenza vecchiaia 2020 (PV2020) è che, grazie a questo “compromesso”, per la prima volta da molti anni le...

No alla Riforma della Previdenza vecchiaia 2020

di Michela Bovolenta Pubblichiamo il testo dell’intervento di Michela Bovolenta, segretaria centrale SSP, all’assemblea dell’Unione Sindacale Svizzera del 24 marzo. Assemblea che si è espressa con 98 voti a 21...

Asilanti, un business disumano

di Alessia Di Dio In queste ultime settimane, lo “scandalo” suscitato dal caso Argo1 ha conquistato le prime pagine dei giornali locali. Numerose voci si sono levate per denunciare le...

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Le ragioni opposte di un No all’IVA

In poche parole

Il capitalismo compassionevole in salsa ticinese

Nulla da eccepire sul diritto di chi decide di donare la propria 13ª AVS. È la cornice politica costruita attorno a questa iniziativa a essere tutt’altro che innocente. I protagonisti, la loro collocazione politica e sociale, lo confermano.
Perché quando si dice che la 13ª AVS è «inutile» per chi sta bene, che sono i giovani a mantenerla e che sarebbe dunque bello «restituire» loro qualcosa, si compie un’operazione precisa: si trasforma un diritto sociale in una concessione di cui i più fortunati dovrebbero quasi sentirsi in colpa.
È il capitalismo compassionevole in salsa ticinese: meno solidarietà organizzata e più beneficenza privata. Lo Stato faccia quel che può, mentre chi ha qualcosa in più dimostri la propria sensibilità mettendo mano al portafoglio. Peccato che la solidarietà sociale abbia un principio molto diverso: non è una questione di bontà individuale, ma di responsabilità collettiva.
L’AVS non è un’associazione benefica. E la 13ª AVS non è un regalo che si può giudicare utile o inutile a seconda del reddito di chi la riceve. È parte di un sistema nel quale tutti contribuiscono e tutti, secondo le regole stabilite collettivamente, ricevono una prestazione. È precisamente questa universalità a impedire che la protezione sociale diventi una faccenda di carità.
Aiutare i giovani? Certamente. Ma perché contrapporli ai pensionati? Perché raccontare che ciò che arriva a una generazione debba essere «restituito» all’altra? È proprio questa retorica a essere pericolosa: trasforma la solidarietà fra generazioni in una partita a somma zero, anziché riconoscerle come parti dello stesso patto sociale.
E il paradosso è che tutto questo viene venduto come un «patto generazionale». Ma un patto fondato sui diritti e sui contributi di tutti non ha bisogno della beneficenza dei ricchi per funzionare.
Prima si mette in discussione la solidarietà universale. Poi la si sostituisce simbolicamente con la generosità volontaria. Infine si fa passare la beneficenza per la forma più autentica della solidarietà.
No: la beneficenza è una scelta privata. La solidarietà sociale è un principio politico. Confonderle non è un dettaglio semantico. È un modo, elegante e rassicurante, per continuare a demolire l’idea stessa di Stato sociale.

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